The Hawaiian dream

Buonasera a tutti. Ecco che ritorno a scrivere dopo un periodo davvero stancante. Al lavoro è sempre tutto piu frenetico e non ho praticamente mai tempo di staccare. Finalmente però riesco a trovare un momento per raccontarvi del mio ultimo viaggio; sono riuscita a coronare il sogno di una vita: raggiungere le isole Hawaii. Quando ero piccola mia nonna mi regalò un mappamondo e ricordo che feci un segno a matita attorno ai luoghi che desideravo visitare: le Hawaii erano uno di questi luoghi. Riuscire finalmente a visitare Honolulu per me è stato come vincere alla lotteria. Ho pianificato tutto in autonomia per cercare di ridurre i costi; le Hawaii sono davvero un paradiso in terra e proprio per questo sono estremamente care. Il biglietto di andata e ritorno (da Tokyo) mi è costato attorno ai 70,000 yen con la compagniaHawaiian Airlines. Il costo dell’hotel dipende chiaramente dal tipo di servizi richiesti e soprattutto dalla posizione della stanza in relazione alla spiaggia. Le camere che si affacciano sull’oceano e con vista su Waikiki, sono ovviamente le più costose. Per me le sistemazioni in hotel erano tutte estremamente care, perciò ho preso in affitto un’appartamento tramiteairbnb.

Il mio appartamento era davvero minuscolo ma davvero comodissimo in quanto si trovava vicinissimo alla spiaggia. Forse per alcuni può essere una sistemazione alquanto scomoda perché la stanza era davvero essenziale ma per me andava più che bene in quanto abituata alla mia casa di Tokyo che è praticamente un bilocale. Inoltre non passo mai tanto tempo in hotel e appartamenti quando sono in vacanza, perciò per me l’essenziale erano il prezzo e la comodità. Waikiki era praticamente a 3 minuti a piedi e tutta la zona vicino al centro di Honolulu era a portata di mano. L’appartamento mi è costato 160,000 yen (credo circa 1000 euro) ed era davvero completo di tutto, volendo potevo persino cucinare. Appena arrivata in aeroporto a Honolulu mi ha colpita la mancanza totale di servizi per accogliere i turisti. Non ci sono nemmeno gli sportelli per il cambio delle valute straniere quindi, se non hai una carta di credito e non arrivi con già dei dollari in tasca, sei nei casini. Io mi sono ritrovata a camminare un bel pò prima di trovare uno sportello bancomat per poter prelevare dei contanti dato che non potevo cambiare i miei yen da nessuna parte.

Un’altra problematica non da poco é che i taxi non ci sono; c’é una piccola pensilina in cui c’é scritto “taxi” e se hai bisogno devi chiamare il numero di telefono o sperare di beccare l’addetto che passa da lì al momento giusto. Per raggiungere il centro ci sono degli autobus e delle navette; gli autobus cittadini accettano solo contante. Il biglietto costa 3 euro ma le macchinette non danno il resto e perciò ho dovuto prima cambiare i soldi al bar e, di conseguenza, ho perso l’autobus per Waikiki ed ho dovuto aspettare per circa trenta minuti quello successivo. In pratica prima di riuscire a raggiungere il centro ho vagato per tre ore. Sicuramente prendere un auto a noleggio è la soluzione migliore ma io ero da sola e per me sarebbe stata troppo cara. Alla fine ho preso il city bus numero 21 che arriva direttamente ad Ala Moana e Waikiki. Mi fermo a pranzare in un piccolo ristorante in centro e rimango immediatamente colpita dai ritmi lenti di questa città; il menù l’ho aspettato per dieci minuti e ho dovuto richiederlo io perché nessuno me lo portava. Non so, forse sono troppo abituata a Tokyo in cui tutto funziona alla perfezione, le stazioni sono sempre super fornite e quando entri in un bar sei subito servita.

Waikiki beach

Comunque attorno alle ore 15 riesco finalmente ad entrare nel mio appartamento in affitto; lascio la valigia, metto il costume e vado subito in spiaggia. L’atmosfera qui è super rilassata; mi sdraio davanti all’oceano e mi addormento per la stanchezza. Il viaggio da Tokyo a Honolulu é abbastanza veloce, ci vogliono “solo” 7 ore con volo diretto. Io però sono arrivata stanchissima perché sono partita subito dopo il lavoro, sono rimasta sveglia 48 ore e ho vissuto la stessa domenica due volte; le isole Hawaii sono indietro di un giorno rispetto al Giappone.

Resto in spiaggia fino alle 18 per godermi il bellissimo tramonto sul mare; sembra davvero di essere su un altro pianeta, senza problemi, senza pensieri, con la libertà di poter fare quello che vuoi all’ora che vuoi. Dopo una doccia rigenerante vado in un ristorante a mangiare qualcosa anche se ho lo stomaco cappottato a causa del jet-lag. Una cena al ristorante per una persona si aggira attorno ai 35/45 dollari; una cosa apprezzabile del “sistema” americano è che se non finisci di cenare ti permettono di fare il “doggy bag” e di portare il cibo a casa. Così tutto quello che non ho mangiato perché non avevo fame, l’ho portato a casa e l’ho finito il giorno successivo. La prima giornata ad Honolulu è stata meravigliosa, nonostante gli imprevisti all’arrivo e l’aeroporto privo di servizi. Le spiagge sono stupende, i ritmi molto più umani e l’atmosfera è così pacifica e rilassante da permettere per un momento di dimenticare il resto del mondo. Non vedo l’ora di pubblicare le foto e descrivere tutti i luoghi meravigliosi che ho visitato. A presto.

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