Un viaggio nella storia: il Nakasendo trail

Buongiorno a tutti! Oggi vi parlerò di una meta molto particolare e ancora fuori dal turismo di massa: il sentiero del Nakasendo. La parola Nakasendo (dal giapponese 中山道) significa letteralmente “sentiero tra le montagne”.

Storia del Nakasendo

Storicamente, il Nakasendo faceva parte di un enorme sistema stradale, lungo ben 534 km, che collegava le città di Kyoto a Edo (l’attuale Tokyo). Composto da ben 69 stazioni di posta (juku) il suo massimo utilizzo fu tra il XVII e XVIII secolo. Il Nakasendo fa parte di un sistema di cinque strade principali, il Gokaido, che fu costruito dallo shogunato Tokugawa. Il clan dei Tokugawa riunificò il paese e mise fine alle sanguinose guerre che avevano devastato il Giappone. In quegli anni c’era bisogno di cambiamenti ed una delle azioni principali fu quella di ristrutturare il sistema stradale per esercitare un maggiore controllo sui villaggi e sui i signori feudali. Il Nakasendo parte da Kyoto e attraversa le prefetture di Shiga, Gifu, Nagano, Gunma, Saitama fino a raggiungere Nihonbashi (Tokyo). Il percorso più conosciuto è quello che collega Tsumago Juku a Magome Juku; non è un sentiero difficile ma è piuttosto stancante. La strada è ben indicata e la si percorre abbastanza tranquillamente; tenete presente però che il percorso è lungo 8 km e in alcuni punti è caratterizzato da salite e scalinate. Camminando attraverso il sentiero si possono incontrare piccole fattorie, casette, giardini e templi. Non mancano le aree di sosta in mezzo alla natura, cascate e piccoli stagnetti in cui riposare e refrigerarsi. Lungo tutto il sentiero ci si imbatte in piccole campane che vanno suonate per tenere lontani gli orsi.

Tsumago Juku

Durante il periodo Edo , Tsumago Juku era la quarantaduesima delle sessantanove città postali che collegavano Edo (l’odierna Tokyo) con Kyoto. Prima di entrare a far parte del Nakasendo, era la decima delle undici stazioni lungo il Kisoji, una via commerciale minore che attraversava la valle del Kiso. Nel 1968, i residenti locali iniziarono un’iniziativa per restaurare i siti e le strutture storiche della città. Nel 1971, circa 20 case erano state restaurate e fu approvato uno statuto che stabiliva che nessun luogo a Tsumago Juku potesse essere “venduto, affittato o distrutto”. Nel 1976, la città fu designata dal governo giapponese come Sito Nazionale di Conservazione Architettonica. Nonostante il suo aspetto storico, tuttavia, Tsumago Juku è completamente abitata, sebbene i negozi per turisti costituiscano l’attività principale della città.

Arrivati a circa metà del percorso, si scorge una casetta in legno e, davanti ad essa, un bellissimo albero fiorito; siamo arrivati alla sala da té che accoglie viaggiatori arrivati da tutto il mondo. All’interno è possibile sedersi e sorseggiare del té verde o dell’acqua fresca; a disposizione dei viaggiatori vi sono anche dei dolcetti. Il servizio è totalmente gratuito anche se una piccola offerta è gradita. L’atmosfera è così rilassante che ne approfittiamo per riposare un pò; siamo fuori dalla confusione delle grandi città ed a contatto con la natura. La giornata è bellissima, i ciliegi sono in fiore, non potevamo chiedere di meglio. Scambiamo quattro chiacchiere, beviamo del buon té caldo e riprendiamo il cammino: per raggiungere Magome Juku ci vuole circa un’ora.

Magome Juku

Arrivati a destinazione ci rendiamo conto che la maggior parte delle persone in visita al Nakasendo, non percorre il sentiero tra le montagne bensì si ferma nella piccola città di Magome Juku. In giapponese il nome Magome Juku (馬籠宿) deriva dal kanji di “cavallo”; si dice infatti che in passato la maggior parte dei cavalli veniva lasciata qui a riposare perché il sentiero in montagna era troppo ripido e stretto per loro. A Magome Juku vi sono una gran quantità di negozi di souvenirs ma anche tanti bar, ristoranti e sale da té. Noi siamo arrivati che erano già passate le due del pomeriggio e la maggior parte dei ristoranti aveva già chiuso perciò ci siamo accontentati di un pò di street food e abbiamo fatto una pausa matcha in una carinissima sala da té.

Come arrivare

Raggiungere il Nakasendo con mezzi pubblici è difficile ma non impossibile; la sua organizzazione richiede tempo e la città più vicina dalla quale partire è senza dubbio Nagoya. Noi avevamo auto privata e, partendo da Nagoya, siamo arrivati a Tsumago Juku in circa un’ora e mezza. Personalmente sono rimasta molto contenta di come abbiamo trascorso la giornata; passare un pò di tempo fuori dal caos della città era proprio quello che mi ci voleva.

Riassumendo, se siete amanti delle camminate outdoor, dei sentieri nei boschi e della natura, consiglio altamente di munirvi di scarpe comode, bottiglie d’acqua, crema solare, occhiali da sole e partire per trascorrere una splendida giornata al Nakasendo. Vi sembrerà di tornare indietro di 300 anni, quando signori feudali e samurai percorrevano quotidianamente queste strade.

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