Lo splendido Parco di Ueno: 7 luoghi nel Cuore di Tokyo

Grande polmone verde nel cuore di Tokyo, il Parco di Ueno è una delle località più frequentate della città. Durante la fioritura dei ciliegi il parco viene organizzato in modo da accogliere il numeroso flusso di visitatori. Il parco non è solo famoso per la fioritura: al suo interno infatti si possono trovare numerosi musei e templi.

Durante il periodo Edo il parco era parte del Tempio Kaneiji, un enorme complesso sacro tra i più grandi ed influenti della città, con un forte legame con il potente clan Tokugawa. Solo sul finire del 1800, all’inizio dell’epoca del rinnovamento Meiji, dopo che la guerra civile distrusse buona parte del tempio, questa grande area venne trasformata in un parco pubblico. Oggi alcuni edifici del tempio restano ancora sparsi per il parco e rappresentano una delle tante attrattive culturali per i visitatori.

Santuario Bentendo e stagno Shinobazu

Lo stagno Shinobazu è probabilmente una delle attrattive più famose e riconoscibili del parco di Ueno. Si trova nella parte sud-occidentale del parco e presenta un isolotto al centro su cui si erge la piccola sala del santuario Bentendo, dedicata alla dea Benten/Benzaiten (dea della saggezza, arte e prosperità).

Attorno allo stagno si snoda un percorso su cui passeggiare e scattare foto del lago con il suo letto di fior di loto in estate con alle spalle i grattacieli della città; si possono inoltre noleggiare dei pedalò per un bellissimo giro panoramico. Il tempio originale del 17° secolo, fu distrutto durante i bombardamenti nella seconda guerra mondiale; si salvò solo la statua della dea che oggi è esposta all’interno del nuovo tempio, ricostruito nel 1958.

All’esterno dell’edificio si trova anche la statua di Ugaijin, un dio giapponese collegato alla fertilità e alla salute. Benzaiten viene spesso rappresentata con i serpenti; pare inoltre che sia munita di 8 braccia per combattere il male. Per questa ragione il tempio è stato costruito con un’architettura a forma di ottagono.

Santuario Gojoten

Il Santuario Gojoten (o Gojoten Jingu) è uno dei luoghi sacri meno conosciuti ma affascinanti di Tokyo. Questo santuario è dedicato a Ame-no-Minaka-nushi no Mikoto, una divinità giapponese associata al cielo e alla terra. La sua fondazione risale al periodo Edo (1603-1868), quando fu eretto per commemorare la resurrezione e la prosperità della città.

Il santuario Gojoten ha una storia che è intrecciata con quella di Ueno e della sua evoluzione come centro culturale e religioso di Tokyo. Anche se non così grande o famoso come altri santuari della capitale, come il Meiji Jingu o il Senso-ji, il Gojoten Jingu offre un’atmosfera tranquilla, lontana dalla frenesia del resto della città. È un luogo dove molti locali si recano per pregare per la salute, il benessere e il successo nella vita.

Un aspetto distintivo del Gojoten Jingu è il suo torii rosso che segna l’ingresso al santuario, circondato da alberi e giardini ben curati, che contribuiscono a creare un’atmosfera serena e contemplativa. Nonostante sia più piccolo di altri santuari, è noto per la sua importanza spirituale in quanto centro di preghiera e rituali di purificazione. Nel Parco di Ueno, che ospita numerosi templi e santuari, il Gojoten Jingu è un ottimo punto di sosta per chi vuole esplorare la storia religiosa di Tokyo senza l’affollamento che caratterizza altri luoghi di culto più noti.

Santuario Tosho-gu

Dedicato a Tokugawa Ieyasu, questo santuario è sopravvissuto alla guerra civile del 1868, al grande terremoto del Kanto nel 1923 ed ai bombardamenti del 1945. Il santuario fu costruito da un lord di nome Todo Takatora nel 1627. Tutti i santuari dedicati a Tokugawa Ieyasu prendono il nome di Tosho-gu; questo santuario è decorato in foglie d’oro e ha lo stile architettonico del periodo Edo. Le 48 lanterne all’esterno, sono state donate da diversi lord e vengono usate solo durante cerimonie particolari.

La pagoda (conosciuta come Toshogu pagoda) è parte buddista del tempio Kaneiji. Fino al 1868 i templi buddisti e i santuari shintoisti erano un tutt’uno ma quando l’imperatore Meiji salì al potere, le due religioni vennero divise e, a causa della guerra civile, molti dei santuari di quest’area vennero bruciati. Il capo prete del santuario Tosho-gu voleva a tutti i costi salvare la pagoda cosi ne cambiò il nome dicendo che era di proprietà del tempio Kaneiji. Successivamente il tempio Kaneiji donò la pagoda al governo metropolitano di Tokyo che, a sua volta, la donò allo zoo di Ueno.

Orari di apertura del santuario 9:00-16:30, ingresso 500 yen.

Ueno Daibutsu

Il Ueno Daibutsu fu costruito nel 1631, durante il periodo Edo, sotto il governo del shōgun Tokugawa Iemitsu. La sua creazione fu un atto di devozione: una statua del Buddha realizzata in bronzo, alta circa 13,35 metri, per simboleggiare la protezione della capitale Edo (oggi Tokyo). Il Buddha, rappresentato nella forma di Vairochana, era un simbolo di luce e saggezza universale.

Situato nel tempio Jōjū-ji, all’interno del Parco di Ueno, il Buddha divenne una delle statue più imponenti del Giappone. Ogni anno, migliaia di pellegrini si recavano a Ueno per venerare questa straordinaria figura di bronzo, che si stagliava imponente contro il cielo di Tokyo.

Purtroppo, il destino del Ueno Daibutsu fu segnato nel 1868, durante l’Era Meiji, un periodo di grandi cambiamenti e modernizzazione. Con la fine dello shogunato Tokugawa e la restaurazione del potere imperiale, molte strutture religiose legate al vecchio regime vennero smantellate o distrutte. Il Ueno Daibutsu non fece eccezione: durante la guerra Boshin, la statua fu danneggiata e, successivamente, fusa per recuperare il bronzo.

Oggi, nonostante la statua sia stata distrutta, alcuni resti, tra cui la testa del Buddha, sono ancora conservati come simboli di un passato che non è stato dimenticato. Questi resti possono essere visti nel parco, dove ricordano la grandezza di quella figura che un tempo dominava il paesaggio. Anche senza il maestoso Buddha di bronzo, il Ueno Daibutsu rimane un simbolo di spiritualità per la città.

Il Parco di Ueno, dove sorgeva la statua, è ancora uno dei luoghi più amati di Tokyo, dove i giapponesi e i turisti possono immergersi nella bellezza naturale e storica. La memoria del Buddha di Ueno vive attraverso le storie che ancora si raccontano, i ricordi storici e i pochi resti visibili.

Tempio Kyomizu Kannon

Il Tempio Kiyomizu Kannon è conosciuto anche come Kiyomizu-dera di Ueno. Pur condividendo il nome con il famoso tempio di Kyoto, questo santuario possiede una propria storia e un fascino unico, offrendo ai visitatori uno spazio di spiritualità, arte e bellezza immerso in uno dei parchi più frequentati di Tokyo.

Fondato alla fine del periodo Edo, il tempio è dedicato alla dea Kannon, la divinità della misericordia e della compassione. Il suo nome, che significa letteralmente “Acqua pura”, riflette l’importanza della purezza spirituale e dell’acqua come simbolo di rinnovamento nella tradizione buddhista. Questo legame si percepisce già all’ingresso, dove si trova il tipico chōzuya, il fontanile per la purificazione rituale, che invita i visitatori a lavare mani e bocca prima di avvicinarsi agli edifici sacri.

L’architettura del tempio è armoniosa e suggestiva: un insieme di padiglioni, torii e passerelle in legno che si fondono con gli alberi secolari del parco. Nonostante le dimensioni relativamente modeste rispetto ad altri templi famosi del Giappone, il Kiyomizu Kannon di Ueno sorprende per la sua atmosfera raccolta e meditativa. Le strutture principali ospitano statue di Kannon e altre divinità buddhiste, finemente scolpite e decorate, che raccontano storie di fede e devozione. Passeggiando tra gli edifici, i visitatori possono ammirare dettagli architettonici tradizionali, come le tegole ornate, i ponti in legno e le lanterne di pietra, che aggiungono un senso di storia e autenticità.

Il tempio è particolarmente affascinante durante le stagioni dei ciliegi e delle foglie autunnali. In primavera, i viali e i giardini circostanti si colorano di rosa, creando un contrasto delicato tra i toni naturali e le strutture del tempio. In autunno, le foglie rosse e arancioni avvolgono l’edificio in una cornice calda e contemplativa. Questo collegamento con la natura è parte integrante dell’esperienza spirituale, ricordando il legame tra l’uomo e l’ambiente circostante, così centrale nella tradizione buddhista.

Oltre al valore spirituale, il tempio ha anche una funzione culturale e sociale. Durante l’anno si tengono cerimonie religiose, festival e eventi tradizionali, che permettono ai visitatori di avvicinarsi alle pratiche del buddhismo giapponese e di comprendere meglio la vita religiosa di Tokyo. Molti visitatori approfittano delle opportunità per offrire preghiere, acquistare amuleti di buona fortuna o semplicemente sedersi in silenzio, lasciandosi avvolgere dall’atmosfera di calma e riflessione.

In conclusione, il Tempio Kiyomizu Kannon nel Parco di Ueno è un’oasi di spiritualità nel cuore di Tokyo. Con la sua architettura elegante, la sua storia secolare e il legame profondo con la natura circostante, il tempio offre un’esperienza che unisce contemplazione, bellezza e cultura. Che si tratti di partecipare a una cerimonia, osservare i dettagli architettonici o semplicemente passeggiare tra i giardini e i viali alberati, ogni visita permette di scoprire la serenità nascosta nel cuore pulsante della città, ricordando che anche in una metropoli frenetica come Tokyo esistono luoghi capaci di nutrire lo spirito e di regalare momenti di pace profonda.

Tempio Kaneiji

Il tempio Kaneiji fu fondato nel 1625 ed è il tempio principale della setta buddista Tendai della regione del Kanto. Fu costruito dal sommo sacerdote Tenkai e fu profondamente venerato da tre shogun del clan Tokugawa: Ieyasu, Hidetada e Iemitsu; il tempio veniva utilizzato per pregare per la sicurezza dello shogunato Tokugawa e il benessere della gente comune. Sei dei quindici shogun Tokugawa sono ancora oggi sepolti lì.

All’epoca, il tempio vantava un’area che copriva più dell’intera area dell’attuale parco e si sviluppò fino a diventare uno dei templi più grandi diEdo, ma in seguito perse molti edifici a causa della guerra alla fine del periodo Edo e si ridusse alle dimensioni attuali. La residenza dell’abate (honbo) del tempio Kaneiji si trovava dove oggi sorge il Museo Nazionale di Tokyo.

Lo Zoo di Ueno: Natura, Scoperta e Fascino nel Cuore di Tokyo

Nel cuore di Tokyo, tra i musei e i parchi del quartiere di Ueno, si trova uno dei luoghi più iconici per gli amanti della natura e degli animali: lo Zoo di Ueno. Fondato nel 1882, è il più antico zoo del Giappone e, oltre a rappresentare una destinazione turistica molto amata, svolge un ruolo fondamentale nella conservazione della fauna, nell’educazione ambientale e nella ricerca scientifica. Una visita qui non è solo un’esperienza ricreativa, ma un vero e proprio viaggio nella biodiversità, dove grandi e piccini possono osservare da vicino specie provenienti da tutto il mondo.

Un parco storico e affascinante

Lo Zoo di Ueno si estende su circa 14 ettari, in un ambiente che combina spazi verdi curati, stagni, colline e percorsi alberati. La disposizione degli habitat è pensata non solo per ospitare gli animali in condizioni di benessere, ma anche per offrire ai visitatori un’esperienza immersiva. Passeggiare tra le aree dedicate ai diversi continenti significa muoversi tra paesaggi naturali che ricordano le regioni d’origine degli animali: dal clima temperato della zona asiatica alle atmosfere tropicali delle serre. Questo approccio rende la visita piacevole e educativa, permettendo di conoscere l’ecologia globale senza lasciare la città.

Panda giganti: l’attrazione più amata

Senza dubbio, tra le attrazioni principali dello Zoo di Ueno ci sono i panda giganti, arrivati in Giappone grazie a programmi di cooperazione internazionale con la Cina. Questi animali, con il loro aspetto tenero e il comportamento curioso, attirano sempre folle di visitatori, diventando simbolo dello zoo e motivo di orgoglio per la città di Tokyo. Osservarli mentre mangiano bambù o giocano nel loro spazio dedicato è un’esperienza affascinante, capace di emozionare grandi e piccini. Ma il panda non è l’unico protagonista: lo zoo ospita oltre 400 specie di animali provenienti da tutto il mondo, ognuna con la propria storia e caratteristiche uniche.

La varietà degli habitat e delle specie

Il percorso dello Zoo di Ueno è suddiviso in aree tematiche che ospitano animali africani, asiatici, americani e australiani. Tra le principali attrazioni ci sono leoni, tigri, elefanti, giraffe e ippopotami, che vivono in recinti spaziosi e progettati per ricreare l’ambiente naturale più vicino possibile. Le serre tropicali offrono invece l’opportunità di ammirare uccelli esotici, rettili e anfibi, mentre la zona dedicata agli animali domestici permette ai bambini di interagire con pecore, capre e conigli, stimolando l’interesse e la sensibilità verso il mondo animale fin dalla giovane età.

Educazione, ricerca e conservazione

Lo Zoo di Ueno non è solo divertimento: è un importante centro di educazione ambientale e conservazione della fauna. L’istituto partecipa a programmi di allevamento in cattività per specie minacciate, scambi internazionali di animali per la preservazione genetica e attività didattiche rivolte a scuole e famiglie. Laboratori, visite guidate e pannelli informativi spiegano le abitudini, l’ecologia e le caratteristiche di ciascuna specie, incoraggiando una comprensione più profonda della biodiversità e dell’importanza della tutela ambientale.

Atmosfera e esperienza del visitatore

Oltre agli animali, lo zoo offre una piacevole esperienza paesaggistica. I sentieri alberati, le panchine lungo i laghetti e gli spazi picnic rendono la visita rilassante, anche nelle giornate più affollate. La combinazione tra la bellezza naturale del parco, la varietà degli animali e le attività educative crea un’esperienza completa, adatta a famiglie, scolaresche, turisti e appassionati di fauna selvatica. Molti visitatori scelgono di abbinare la visita allo zoo a una passeggiata nel Parco di Ueno, noto per i suoi ciliegi in fiore in primavera e per i musei e templi circostanti.

Un viaggio tra natura e cultura

Visitare lo Zoo di Ueno significa immergersi in un ambiente dove la natura si intreccia con la storia e la cultura della città. L’architettura degli edifici storici dello zoo, alcuni risalenti al periodo Meiji, si fonde con i moderni recinti e le aree tematiche, creando un equilibrio tra passato e presente. Questo rende lo zoo non solo un luogo di svago, ma anche un esempio di come la conservazione e la storia possano convivere armoniosamente.

Conclusione

Visitare il Parco di Ueno significa immergersi in un luogo dove la storia, la natura e la cultura si intrecciano armoniosamente. Passeggiando tra viali alberati, laghetti tranquilli e ponti eleganti, ogni angolo racconta secoli di tradizione e memoria, dai templi e santuari storici fino ai moderni musei che celebrano arte, scienza e storia. La stagione dei ciliegi in fiore trasforma il parco in un tappeto rosa e bianco, offrendo un’esperienza che stimola tutti i sensi, mentre le panchine, i sentieri e i prati invitano a fermarsi, osservare e respirare.

Il parco non è solo un luogo di svago, ma un vero e proprio polmone verde nel cuore di Tokyo, dove adulti e bambini possono connettersi con la natura, imparare attraverso le visite agli zoo e ai musei e riscoprire il piacere della lentezza in una città sempre frenetica. Ogni visita diventa così un piccolo viaggio tra cultura e relax, un’opportunità per apprezzare la bellezza dei dettagli: il riflesso degli alberi sull’acqua dei laghetti, il canto degli uccelli, il profumo dei fiori stagionali, la quiete che avvolge i sentieri anche nei giorni più affollati.

In definitiva, il Parco di Ueno è molto più di un’area verde: è un luogo dove la città incontra la natura, dove la storia si fa visibile e accessibile, e dove ogni passo invita a una scoperta. Che si tratti di osservare gli animali dello zoo, ammirare opere d’arte nei musei o semplicemente godersi una passeggiata tra gli alberi, il parco lascia un’impressione duratura, fatta di tranquillità, meraviglia e connessione con tutto ciò che rende Tokyo un luogo unico. Ogni visita ricorda che, anche nel cuore di una metropoli vibrante, esistono spazi capaci di nutrire lo spirito e di regalare momenti di contemplazione, rendendo il Parco di Ueno un rifugio prezioso e indimenticabile per tutti.

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