Kyoto, Gion: Viaggio straordinario tra 1200 anni di storia

Kyoto è stata la capitale del Giappone per quasi 1200 anni, precisamente dal 794 al 1868; è così ricca di luoghi da vedere che è stata soprannominata la città dai mille templi. La città conta ben 17 monumenti che fanno parte del patrimonio UNESCO. Nonostante il passare dei secoli, Kyoto è riuscita a preservare gran parte della sua autenticità; inoltre la città è stata risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e, per questo motivo, templi ed edifici sono meravigliosamete conservati.

Con questo articolo andremo ad esplorare la zona di Gion e Higashiyama; ho pensato di preparare per voi un itinerario di un giorno che, se seguito alla lettera, vi consentirà di esplorare al meglio una parte della città_a mio parere_ la più affascinante. Siete pronti? Partiamo!

Santuario Yasaka e il parco Maruyama

Il Santuario Yasaka (八坂神社, Yasaka Jinja) è uno dei santuari più famosi di Kyoto e fu fondato oltre 1350 anni fa. Ogni lanterna esposta all’esterno del santuario, porta il nome di un’attività commerciale locale: una sorta di pubblicità in cambio di una donazione. Il santuario Yasaka è conosciuto per il Gion Matsuri, uno dei festival più famosi in Giappone, che si celebra ogni luglio da più di mille anni. Le origini del Gion Matsuri risalgono all’anno 869 quando una terribile epidemia spinse l’imperatore a indire un rituale shintoista per placare gli spiriti vendicativi che si credeva ne fossero la causa. Alla fine, con il passare dei secoli, il rituale divenne così popolare che si decise di riproporlo ogni anno.

Se pensi a Kyoto e ai ciliegi in fiore, Maruyama Park (円山公園 Maruyama Kōen) è una tappa obbligata. Situato nel cuore del quartiere Higashiyama, a due passi dal Santuario Yasaka questo parco è un’oasi di pace dove storia, natura e cultura si incontrano.

Aperto al pubblico nel 1886, Maruyama Park è il parco più antico di Kyoto e uno dei luoghi più amati dagli abitanti e dai turisti. Con i suoi sentieri alberati, ponticelli e stagnetti, offre una passeggiata rilassante perfetta per staccare dalla frenesia della città. La vera attrazione è la fioritura dei ciliegi. Il protagonista è un maestoso ciliegio piangente illuminato di sera, uno spettacolo da non perdere per gli appassionati di hanami. Bancarelle di street food, picnic sotto gli alberi e l’atmosfera festosa rendono ogni visita indimenticabile.

Il tempio Kodaiji

Immerso nel fascino storico del quartiere Higashiyama, a pochi passi da Nene-no-Michi e dalle strade di Sannenzaka e Ninenzaka, il Tempio Kōdaiji (高台寺) è uno dei luoghi più ricchi di storia, arte e bellezza paesaggistica di Kyoto. Fondato nel 1606 da Kita-no-Mandokoro (Nene) in memoria del marito, il celebre unificatore del Giappone Toyotomi Hideyoshi, il tempio rappresenta un tributo toccante e duraturo al grande condottiero e alla devozione della sua consorte.

Kita-no-Mandokoro, conosciuta anche come Nene, decise di erigere questo complesso templare per onorare il marito dopo la sua morte nel 1598. Pur appartenendo alla scuola Zen della setta Rinzai (Kennin‑ji), Kōdaiji è soprattutto un luogo di memoria e di arte, sostenuto dal finanziamento del primo shogun Tokugawa, Tokugawa Ieyasu, che contribuì alla sua costruzione grazie anche alle risorse e agli artisti più celebri dell’epoca.

Molte strutture originali sono andate distrutte nel corso dei secoli per incendi e periodi di turbolenza, ma edifici chiave come il Kaisan‑dō (Hall del Fondatore), il mausoleo Otama‑ya – dove sono venerati Hideyoshi e Nene – e le due casette da tè storiche, Kasatei e Shiguretei, sono stati preservati o restaurati e sono stati designati come Important Cultural Properties dal governo giapponese.

Una delle meraviglie di Kōdaiji è il Kodaiji maki‑e, un raffinato rivestimento in lacca decorata con polvere d’oro e d’argento. Questo stile artistico – caratteristico del periodo Momoyama – abbellisce alcune delle superfici interne più importanti del tempio e testimonia l’altissimo livello di artigianato dell’epoca.

Il mausoleo di Hideyoshi e Nene custodisce statue lignee e opere d’arte splendide, mentre il Hojo (sala principale), ricostruito nel 1912, mantiene decorazioni e giardini che fondono influenze Zen e estetiche dei secoli passati.

Kōdaiji è ammirato soprattutto per i suoi giardini paesaggistici, progettati dal celebre maestro Kobori Enshū, figura chiave nel mondo del tè e dell’architettura di giardini nell’era Edo. Il giardino è concepito secondo lo stile chisen‑kaiyū‑shiki, con percorsi che si snodano attorno a specchi d’acqua come Garyū‑chi e Engetsu‑chi, colline artificiali, pietre ornamentali e una vegetazione che cambia colore con le stagioni.

In primavera, i ciliegi in fiore incorniciano i sentieri e i ponticelli, mentre in autunno il foliage di acero si riflette nei laghi creando un’atmosfera spettacolare e profonda, particolarmente apprezzata dai visitatori in cerca di scorci fotografici.

All’interno del complesso sorge anche il Kasatei, con il suo tetto di paglia e la struttura interna unica, e il Shiguretei, raro edificio a due piani pensato per ammirare i panorami. Entrambe le strutture provengono dal Castello di Fushimi ed erano luoghi dove il tè veniva gustato secondo tradizione, testimoniando quanto la cultura del tè fosse profondamente radicata anche tra le élite feudali dell’epoca.

In conclusione, Kōdaiji non è solo un tempio storico: è un luogo dove storia, arte, natura e devozione si incontrano in un’esperienza completa. Qui puoi percepire l’amore eterno di Nene per Hideyoshi, ammirare opere artistiche uniche, passeggiare tra giardini zen e sentire il ritmo delle stagioni riflesso nella natura stessa.

Nene no Michi, Ninenzaka e Sannenzaka

Nene no michi è una piccola strada che passa attraverso numerosi edifici storici nel centro storico di Kyoto. La strada ha preso il nome della moglie di Toyotomi Hideyoshi perchè pare che, dopo la morte del marito, è qui che abbia trascorso il resto della sua vita. Una volta raggiunta la fine della Nene no Michi, attraversate e raggiungerete Ninenzaka e Sannenzaka.

Queste stradine lastricate, dolcemente in pendenza, offrono uno scorcio autentico del Giappone tradizionale, con case in legno, negozi di artigianato e templi secolari. Immergersi qui significa fare un passo indietro nel tempo e sentire il battito della Kyoto storica.

Sannenzaka e Ninenzaka si trovano nel quartiere Higashiyama, non lontano dal celebre Kiyomizu-dera, uno dei templi più iconici della città. La loro origine risale al periodo Edo (1603-1868), quando queste vie servivano come accesso ai templi e come luogo di residenza per mercanti e artigiani. Il nome stesso ha un significato particolare: “Ninenzaka” significa “pendio di due anni” e “Sannenzaka” “pendio di tre anni”. Secondo la tradizione, percorrere Sannenzaka con il cuore puro porterebbe protezione per tre anni e Ninenzaka per due anni – una curiosità che rende la passeggiata quasi rituale per i visitatori.

Queste strade conservano lo stile architettonico classico di Kyoto: case in legno con tetti di tegole, lanterne appese all’ingresso e vetrine curate che vendono artigianato locale, tè, dolci tradizionali e kimono. Camminare qui significa lasciarsi catturare dai dettagli: il suono dei passi sui ciottoli, le fragranze dei dolci appena fatti e le piccole botteghe che sembrano uscite da un’altra epoca. Non è raro incontrare turisti e locali che si fermano a fotografare ogni angolo, perché ogni scorcio racconta qualcosa della cultura giapponese.

Sannenzaka e Ninenzaka non sono semplici strade turistiche: sono un viaggio nel tempo. Camminare qui significa sentire la Kyoto di un tempo, respirare la sua storia e immergersi nella sua cultura. Ogni negozio, ogni lanterna e ogni gradino racconta qualcosa della vita e delle tradizioni della città. Per chi ama la fotografia, la storia o semplicemente passeggiare tra scorci suggestivi, queste strade offrono un’esperienza indimenticabile.

In sintesi, visitare Sannenzaka e Ninenzaka è come aprire un libro di storia a cielo aperto, dove ogni passo rivela un dettaglio della Kyoto più autentica. Che sia primavera, estate, autunno o inverno, le due pendici rimangono sempre uno dei luoghi più magici della città.

Continuando la camminata in salita si arriverà finalmente al famosissimo tempio Kiyomizudera, probabilmente la meta numero uno del quartiere Higashiyama e uno dei templi più visitati di Kyoto.

Il tempio Kiyomizudera 清水寺

Kiyomizudera, letteralmente “Tempio dell’acqua pura”, fu fondato nel 780 sul sito della cascata di Otowa; si dice che l’acqua abbia effetti benefici come longevità, il successo scolastico e una vita sentimentale fortunata. Nel 1994, il tempio è stato aggiunto alla lista del patrimonio UNESCO.

Il simbolo più famoso del tempio è la grande terrazza in legno, costruita senza l’uso di chiodi, sospesa sul versante della collina. Da qui si gode di una vista spettacolare sulla città di Kyoto e, durante la primavera, sui ciliegi in fiore; la sala ospita il principale oggetto di culto del tempio, una piccola statua di Kannon dagli undici volti e dalle mille braccia. In autunno, il panorama si tinge di rosso e oro grazie al foliage, offrendo uno spettacolo unico e fotografabile da ogni angolo.

Visitare Kyomizu-dera significa immergersi in storia, spiritualità e natura. La combinazione tra architettura millenaria, panorami mozzafiato e atmosfere stagionali rende ogni visita unica. Che siate appassionati di fotografia, storia o semplicemente in cerca di bellezza e tranquillità, Kyomizu-dera non delude mai.

Yasaka Pagoda

Tra le stradine storiche del quartiere Higashiyama a Kyoto, una sagoma elegante si staglia tra i tetti delle case tradizionali: la Yasaka Pagoda (八坂の塔, Hōkan-ji Temple Pagoda). Con i suoi cinque piani e l’architettura classica in legno, questa pagoda è diventata uno dei simboli più fotografati della città, spesso immortalata insieme alle viuzze di Sannenzaka e Ninenzaka.

La Yasaka Pagoda, alta 46 metri, fa parte del tempio Hōkan-ji, fondato nel VI secolo, anche se la struttura attuale risale al periodo Edo. I cinque piani della pagoda simboleggiano i cinque elementi della cosmologia buddhista: terra, acqua, fuoco, vento e cielo. La costruzione in legno, con le tegole scure e le linee eleganti dei tetti, crea un contrasto armonioso con le case tradizionali circostanti e le strade lastricate del quartiere Higashiyama.

Originariamente costruita dal principe imperiale Shotoku nel 589, si dice che la pagoda sia stata ispirata da un sogno. Personalmente ho preferito visitare sia la Pagoda che Sannenzaka di sera tardi, verso le 22, quando il grosso dei visitatori era già tornato in hotel.

La Yasaka Pagoda non è solo un edificio storico: è un simbolo dell’anima di Kyoto. La sua eleganza classica, la posizione tra le stradine storiche e le atmosfere stagionali rendono la visita un’esperienza completa, che unisce storia, fotografia e passeggiate tra tradizione e natura. In sintesi, chi visita Kyoto non può perdere la Yasaka Pagoda: un’icona che cattura lo spirito antico della città e offre scorci indimenticabili a chi vuole immergersi nella magia di Higashiyama.

Continuando a camminare in discesa e lasciandosi la Pagoda alle spalle, si raggiunge la strada principale; attraversate e raggiungete Gion, il quartiere delle Maiko e delle Geiko, uno dei luoghi più suggestivi di Kyoto.

Il distretto di Gion e Hanamikoji

Non è per niente raro incontrare qualche Maiko/Geiko che passeggia lungo le strade di Gion; mi è capitato piuttosto frequentemente di imbattermi in alcune di loro. Lungo tutta Hanamikoji sono presenti ristoranti di cucina Kaiseki e negozi di souvenir tradizionali. Per chi volesse vedere uno show tradizionale di Maiko o Geiko, è possibile visitare il Museo d’arte Gion Kagai: solitamente si tengono spettacoli ogni giorno a partire dalle ore 16:30.

Ogni angolo di Hanamikoji è fotogenico: le case in legno, le lanterne rosse, le stradine laterali e le piccole corti interne offrono scorci perfetti per chi ama la fotografia. Il momento più suggestivo è al tramonto, quando la luce dorata illumina i tetti e i colori dei kimono delle maiko, creando un contrasto magico con le ombre dei vicoli.

Arrivando alla fine di Hanamikoji, si raggiungerà la strada principale: Shijo Dori; alla vostra destra vedrete il Santuario Yasaka _il luogo dalla quale siamo partiti_ mentre alla vostra sinistra troverete il lungo viale ricco di negozi che vi condurrà a Pontocho.

Il distretto di Pontocho

Se vuoi vivere l’atmosfera elegante e un po’ misteriosa della Kyoto tradizionale, Pontocho (先斗町) è il quartiere che non puoi perdere. Situato lungo il fiume Kamo-gawa, questo stretto vicolo, lungo appena qualche centinaio di metri, racchiude secoli di storia, cultura e vita notturna, tra ristoranti tipici, case da tè e la possibilità di incontrare le celebri maiko.

Pontocho risale al periodo Edo ed è sempre stato un luogo di intrattenimento e divertimento, famoso per le case da tè, i locali di geisha e la cucina raffinata. Il nome “Pontocho” deriva probabilmente dal termine portoghese ponte, a testimonianza degli scambi culturali avvenuti tra Giappone e Occidente nel passato.

Oggi Pontocho mantiene un fascino intatto grazie alle sue strade strette e lastricate, con case in legno e lanterne appese che creano un’atmosfera romantica, elegante e suggestiva, soprattutto al tramonto e di sera, quando le luci soffuse si riflettono sul fiume Kamo-gawa.

Il vicolo è anche il cuore gastronomico di Kyoto. Dai ristoranti tradizionali che servono kaiseki ryori, una cucina stagionale e raffinata, ai locali più moderni e informali dove assaporare piatti locali come yakitori, sushi e ramen, Pontocho offre esperienze culinarie per ogni tipo di visitatore. La vista sul fiume aggiunge un tocco romantico: cenare qui al tramonto o di sera è un’esperienza indimenticabile. La maggior parte dei ristoranti lungo il lato orientale del vicolo si affaccia sul fiume Kamogawa; ho personalmente provato uno dei ristoranti di sushi nella zona di Pontocho e l’ho trovato piuttosto caro rispetto alla media. Il cibo però era eccezionale.

Pontocho non è solo un vicolo di Kyoto: è un’esperienza sensoriale che mescola storia, tradizione e vita notturna. Qui puoi respirare l’eleganza delle geisha, assaporare piatti raffinati, passeggiare tra lanterne e legni antichi, e vivere un lato di Kyoto che pochi altri luoghi sanno offrire. In sintesi, Pontocho è il quartiere perfetto per chi cerca romanticismo, cultura e un pizzico di mistero, una tappa da includere assolutamente in ogni itinerario a Kyoto.

Conclusione

Gion è più di un quartiere: è un respiro sospeso nel tempo, un luogo dove ogni passo sulle strade lastricate sembra raccontare storie di secoli passati. Passeggiare tra Sannenzaka e Ninenzaka, tra le lanterne di Pontocho e le eleganti vie di Hanamikoji, significa lasciarsi trasportare da un’atmosfera fatta di legno, luce soffusa e silenzi carichi di memoria. Qui, le case in legno sembrano custodire i sussurri di chi ha camminato su queste stesse pietre secoli fa, e le maiko, con il loro passo leggero e il kimono colorato, diventano custodi viventi di un’arte delicata e senza tempo.

Ogni stagione dona a Gion una sfumatura diversa: la primavera esplode in petali rosa che cadono come pioggia leggera, l’autunno avvolge i vicoli in un mosaico di rosso e oro, e l’inverno trasforma i tetti in tappeti di neve silenziosa, mentre le lanterne creano un bagliore caldo e intimo. Camminare qui non è solo vedere; è sentire: sentire la città respirare, ascoltare il fruscio dei kimono, percepire l’eco delle cerimonie del tè e dei passi antichi che ancora sembrano riecheggiare tra i vicoli.

Gion invita a rallentare, a osservare i dettagli, a fermarsi davanti a un piccolo negozio o a un ristorante illuminato dalla luce tremolante di una lanterna. È un luogo che si lascia vivere lentamente, con tutti i sensi aperti, e che lascia nel cuore un’emozione delicata e persistente, un ricordo di Kyoto non come città, ma come sogno vivido di storia, arte e poesia.

In Gion, ogni vicolo è un poema, ogni luce una storia, e ogni passo una carezza del passato: camminare qui è imparare a respirare il tempo, a percepire la bellezza sottile e immutabile della Kyoto antica.

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