Quando si parla di castelli giapponesi, c’è sempre un nome che emerge prima di tutti gli altri. Non Osaka. Non Matsumoto. Non Kumamoto.
Il castello di Himeji.
Per molti è semplicemente il castello più bello del Giappone. Per altri è il più importante. Per altri ancora è l’unico che riesce davvero a trasmettere l’idea di ciò che dovevano essere le grandi fortezze feudali durante il periodo dei samurai. Qualunque sia la definizione che si preferisce, una cosa è certa: visitare Himeji significa vedere qualcosa di estremamente raro.
In un paese che ha subito guerre, incendi, terremoti e bombardamenti, il Castello di Himeji è riuscito a sopravvivere quasi intatto attraverso i secoli. Ma la sorpresa più grande del mio viaggio non è stata il castello. È stato il luogo che si trova proprio accanto. Un giardino che molti visitatori attraversano velocemente o, peggio ancora, saltano completamente: Il Giardino Kokoen.
E alla fine della giornata mi sono ritrovata a chiedermi quale dei due luoghi mi avesse colpito di più.
Contenuti
L’arrivo a Himeji
Una delle cose che amo del Giappone è la facilità con cui si possono raggiungere luoghi straordinari. Da Kyoto o Osaka basta salire su uno shinkansen e in poco tempo si arriva a Himeji; la stazione è moderna, ordinata e apparentemente simile a tante altre. Poi si esce e lo si vede subito; in fondo al grande viale che collega la stazione al centro città compare una sagoma bianca che sembra quasi irreale. Il castello domina il paesaggio urbano, non bisogna cercarlo; è lui che trova te.
Man mano che ci si avvicina, la sua presenza diventa sempre più imponente. Molti castelli giapponesi moderni sono ricostruzioni in cemento armato. Alcuni sono musei che ricordano soltanto vagamente l’originale.
Himeji è diverso. Qui si ha la sensazione di stare osservando qualcosa di autentico. Qualcosa che ha attraversato i secoli.
Himeji e il Castello dell’Airone Bianco
Il soprannome più famoso del castello è Shirasagijo, il Castello dell’Airone Bianco.
Non è difficile capire il motivo. Le pareti bianche sembrano brillare alla luce del sole e la struttura appare quasi leggera nonostante le sue dimensioni. Da lontano sembra che stia per spiccare il volo. È una definizione che potrebbe sembrare poetica o addirittura esagerata. Poi lo si vede con i propri occhi e, improvvisamente, diventa perfettamente logica.
La combinazione tra il bianco delle mura e le linee eleganti dei tetti crea un’immagine che rimane impressa molto più di quanto mi aspettassi.

Un castello costruito per confondere il nemico
La bellezza del Castello di Himeji rischia quasi di far dimenticare il suo scopo originario: non era stato costruito per essere ammirato; era stato costruito per resistere. Osservando la pianta del complesso ci si rende conto di quanto fosse sofisticato. I percorsi non conducono mai direttamente al mastio principale. Le porte obbligano a cambiare direzione continuamente. I sentieri si avvolgono su sé stessi. Le mura nascondono angoli ciechi e punti di difesa.
Un esercito invasore avrebbe dovuto avanzare lentamente, esposto agli attacchi provenienti dall’alto. Oggi i visitatori percorrono questi stessi tragitti con una macchina fotografica in mano. Ma è facile immaginare quanto dovessero essere frustranti per un nemico.
La storia del castello
Il castello di Himeji non è stato costruito in un’unica fase, ma si è sviluppato nel corso di diversi secoli; le sue origini risalgono al 1333, quando il samurai Akamatsu Norimura fece costruire una fortificazione sulla collina di Himeyama. Tuttavia, il castello che vediamo oggi è molto più recente. La trasformazione decisiva avvenne all’inizio del periodo Edo:
- 1581: Toyotomi Hideyoshi fece costruire un mastio a tre piani sul sito esistente.
- 1601–1609: Ikeda Terumasa, genero di Tokugawa Ieyasu, ampliò enormemente il complesso dopo la vittoria di Tokugawa nella Battle of Sekigahara.
- La maggior parte delle strutture principali che ammiriamo oggi, incluso il grande mastio bianco, furono completate intorno al 1609.
Per questo motivo, quando si parla del Castello di Himeji, si considera generalmente il periodo 1601-1609 come la sua vera fase di costruzione. Una delle ragioni per cui il castello è così famoso è che è uno dei pochissimi castelli giapponesi originali sopravvissuti. Non è una ricostruzione moderna in cemento come molti altri castelli del Giappone. È riuscito a superare:
- guerre civili,
- terremoti,
- bombardamenti della seconda guerra mondiale,
- e persino il grande terremoto di Kobe del 1995.
Questo significa che quando cammini nei suoi corridoi di legno, stai attraversando spazi che hanno più di 400 anni di storia reale. È uno degli aspetti che rendono la visita così speciale.
Salire fino al mastio
L’interno del castello è sorprendentemente essenziale. Chi si aspetta stanze arredate o esposizioni spettacolari potrebbe restare deluso. La vera attrazione è l’edificio stesso. Le scale in legno sono ripide. I pavimenti scricchiolano sotto i passi dei visitatori. Le travi gigantesche raccontano una storia che nessun pannello informativo potrebbe spiegare. Mentre si sale piano dopo piano, la sensazione è quella di entrare sempre più profondamente nella struttura. È un’esperienza fisica oltre che storica. Quando finalmente si raggiunge il livello più alto, la vista sulla città ripaga di ogni gradino. Da lassù si comprende perfettamente perché questa collina fosse stata scelta come punto strategico.
Il luogo che quasi tutti fotografano
Esiste un punto specifico in cui quasi ogni visitatore si ferma: è la classica vista del castello riflesso nell’acqua, circondato da alberi e mura di pietra. Un’immagine vista migliaia di volte nelle guide e nei social. Eppure dal vivo conserva qualcosa di speciale. Forse perché il castello appare davvero come una presenza viva nel paesaggio. Non sembra un monumento isolato, sembra appartenere naturalmente al luogo.
La sorpresa chiamata Kokoen
Dopo la visita al castello, molte persone tornano verso la stazione: io consiglio di fare l’opposto. Uscite dall’ ingresso principale del castello, girate a destra e da lì dirigetevi verso il Giardino Kokoen. È uno di quei posti che non ricevono l’attenzione che meritano. Forse perché si trovano accanto a un gigante. Forse perché tutti arrivano a Himeji pensando al castello. Eppure Kokoen è uno dei giardini più piacevoli che abbia visitato in Giappone.


La storia di Kokoen
La storia del giardino Koko-en è piuttosto interessante perché, a differenza di quanto molti visitatori immaginano, non è un giardino antico sopravvissuto ai secoli come il vicino Himeji Castle. In realtà è un giardino relativamente moderno, ma costruito con un profondo rispetto per la storia del luogo.
Dalle residenze dei samurai a un giardino moderno
Durante il periodo Edo (1603-1868), l’area situata a ovest del castello ospitava le residenze dei samurai di alto rango al servizio dei signori feudali di Himeji. Queste abitazioni erano organizzate all’interno delle mura esterne del castello e costituivano una sorta di quartiere riservato all’élite militare. Con la fine del sistema feudale durante la Restaurazione Meiji, molte di queste strutture furono progressivamente abbandonate o demolite. Per decenni l’area cambiò funzione più volte, fino a quando vennero effettuati importanti scavi archeologici che riportarono alla luce:
- fondamenta degli edifici samurai;
- tracciati originali dei giardini;
- resti delle mura e delle suddivisioni storiche del terreno.
Queste scoperte offrirono agli storici una preziosa finestra sulla vita quotidiana della classe dirigente di Himeji durante il periodo Edo.
La nascita di Kokoen
Il giardino venne inaugurato nel 1992, in occasione del centenario della fondazione amministrativa della città di Himeji. L’obiettivo non era semplicemente creare un nuovo parco pubblico, ma ricostruire un paesaggio che evocasse l’atmosfera delle residenze feudali che un tempo occupavano quell’area. Per questo motivo i progettisti studiarono attentamente i documenti storici, le mappe antiche e i risultati degli scavi archeologici.
Il risultato fu un giardino che, pur essendo moderno, si ispira fedelmente ai principi estetici del periodo Edo.
Nove giardini in uno
Una delle caratteristiche più particolari di Kokoen è che non si tratta di un unico giardino. Il complesso è composto da nove giardini distinti, ognuno progettato secondo uno stile diverso. Tra i più noti troviamo:
- il giardino del signore feudale, con il grande laghetto centrale;
- il giardino del tè, dedicato alla tradizione della cerimonia del tè;
- il giardino dei pini;
- il giardino dei bambù;
- il giardino dei fiori stagionali.
Passeggiando da una sezione all’altra si ha quasi la sensazione di attraversare mondi differenti: ogni area ha una propria personalità; ci sono laghetti con carpe koi, case da tè, giardini secchi, sentieri ombreggiati, piccoli ponti di legno e angoli che sembrano progettati per rallentare il passo. Il risultato è che la visita non diventa mai monotona e ogni svolta offre una prospettiva diversa.
Il silenzio nel cuore della città
Ciò che ho apprezzato maggiormente non è stato un singolo elemento architettonico. È stata l’atmosfera.Nonostante la vicinanza del castello e del centro urbano, il giardino riesce a creare una sensazione di calma sorprendente e il rumore della città scompare quasi completamente.
Rimangono soltanto il vento, l’acqua e il fruscio delle foglie. In un Paese così densamente popolato, questa capacità di creare spazi di quiete continua a stupirmi.
Le stagioni cambiano tutto
Come molti luoghi in Giappone, Kokoen cambia completamente aspetto a seconda del periodo dell’anno. In primavera i ciliegi attirano fotografi e visitatori. L’estate porta un verde intenso che avvolge ogni sentiero. L’autunno trasforma il giardino in un mosaico di rosso e arancione. L’inverno, infine, mette in risalto la struttura stessa del paesaggio.
Ogni stagione racconta una storia diversa. Molti visitatori arrivano a Himeji, vedono il castello, visitano Kokoen e ripartono. In realtà la città merita qualche ora in più, soprattutto se ti piace scoprire luoghi meno turistici da inserire in un articolo di viaggio.
Cos’altro vedere a Himeji
Santuario Osakabe
A pochi minuti dal castello si trova il Osakabe Shrine. Molti turisti nemmeno si accorgono della sua esistenza perché si concentrano sul mastio principale. È un santuario con una storia molto antica, legata alle origini della città e della collina su cui sorge il castello. La sua posizione elevata offre anche prospettive interessanti sul complesso fortificato. È uno di quei luoghi che permettono di allontanarsi per qualche minuto dalla folla.
Otemae-dori, il viale che collega la stazione al castello
Può sembrare strano inserire una strada tra le attrazioni, ma il grande viale che collega la stazione di Himeji al castello è parte integrante dell’esperienza. Camminandolo si assiste a una sorta di avvicinamento graduale. All’inizio il castello appare lontano, quasi sospeso all’orizzonte. Poi cresce lentamente fino a occupare tutto il panorama. È uno dei percorsi urbani più scenografici del Giappone.
Le vie intorno al castello
Se hai tempo, vale la pena perdersi un po’ nelle strade laterali attorno al centro storico. Qui si trovano:
- piccole caffetterie;
- negozi tradizionali;
- ristoranti locali;
- pasticcerie giapponesi.
Non aspettarti quartieri storici estesi come a Kyoto. Himeji è una città moderna, ma conserva alcuni angoli molto piacevoli per una pausa dopo la visita al castello.
Consiglio personale: proprio di fronte al castello, sulla strada principale, troverete un piccolo fornaio che ha un sacco di prodotti di pasticceria e panetteria. Al suo interno ci sono tavolini disponibili per sedersi e fare un pranzo delizioso ad un prezzo moderato. Preparano anche dei buonissimi hamburger. Il nome della pasticceria è Bakery Lamp.
Museo d’Arte di Himeji e Museo Storico della Prefettura di Hyogo
Per chi ama arte e architettura, il Himeji City Museum of Art merita una visita. L’edificio stesso è interessante: una struttura in mattoni rossi che contrasta con il bianco brillante del castello. Le collezioni spaziano dall’arte giapponese a quella occidentale e spesso ospitano mostre temporanee di buon livello.
Poco distante dal castello si trova il Hyogo Prefectural Museum of History. Se dopo aver visitato il castello vuoi comprendere meglio il contesto storico della regione, questo museo è probabilmente la scelta migliore. Modelli in scala, armature e documenti aiutano a capire come si è sviluppata Himeji nel corso dei secoli.
Monte Shosha e Engyo-ji
Se hai mezza giornata in più, questa è probabilmente la migliore escursione da fare. Il Mount Shosha ospita il magnifico Engyo-ji, uno dei complessi buddhisti più suggestivi del Giappone. Per raggiungerlo si utilizza una funivia che sale sul monte. Una volta arrivati si entra in un ambiente completamente diverso rispetto al castello: qui vi sono boshi secolari, edifici in legno immersi nella natura e una magnifica atmosfera rilassante. Molte scene del film “The Last Samurai” con tom Cruise sono state girate proprio qui. Se dovessi scegliere una seconda attrazione imperdibile dopo il castello, probabilmente sarebbe questa.
Assaggiare la cucina locale
Himeji non è famosa come Osaka dal punto di vista gastronomico, ma offre alcune specialità interessanti. Tra le più note:
- oden in stile Himeji;
- anago (grongo marino);
- dolci tradizionali della prefettura di Hyogo.
A volte una semplice pausa pranzo in un ristorante frequentato dai residenti può diventare uno dei ricordi migliori della giornata.
E’ necessario fermarsi una notte?
Se il tuo obiettivo è vedere solo il castello, una gita in giornata da Kyoto o Osaka è più che sufficiente. Se invece vuoi visitare anche il giardino Kokoen, Engyo-ji, i musei e goderti la città con calma allora una notte a Himeji ha molto senso.
La maggior parte dei turisti parte nel pomeriggio. Restare qualche ora in più permette di vedere il castello in una luce completamente diversa e di scoprire una città che spesso viene ridotta ingiustamente a una singola attrazione.
Per un articolo di blog, tra l’altro, il tema “Himeji non è solo il suo castello” potrebbe essere molto interessante, perché la maggior parte dei contenuti online si concentra quasi esclusivamente sulla fortezza e ignora tutto il resto.
Vale la pena visitare Himeji?
Assolutamente sì. Ma forse non per il motivo che molti immaginano. Non è soltanto il castello più famoso del Giappone. È uno dei pochi luoghi in cui si riesce ancora a percepire il legame tra storia, architettura e paesaggio. Himeji non è un monumento isolato, è un insieme. Il castello, le mura, i fossati, il giardino, la città che si sviluppa attorno. Tutto contribuisce a creare un’esperienza che va oltre la semplice visita turistica.
Conclusione
Se dovessi consigliare una sola escursione da Kyoto o Osaka a chi visita il Giappone per la prima volta, Himeji sarebbe probabilmente tra le prime opzioni. Il castello mantiene tutte le promesse che si leggono nelle guide. È elegante, imponente e straordinariamente ben conservato. Ma il consiglio che darei a chiunque è di non fermarsi lì. Concedetevi il tempo di esplorare anche Kokoen. Sedetevi accanto a uno stagno, ascoltate il rumore dell’acqua, osservate il castello da lontano.
Perché a volte il modo migliore per apprezzare un luogo famoso è allontanarsene per qualche minuto e guardarlo da una prospettiva diversa.
È lì che Himeji rivela davvero il suo fascino.