Memorie di una geisha: viaggio unico attraverso le vere location del film GiaCoFI #6

Alla scoperta di Kyoto sulle tracce di Chiyo e Sayuri

Ci sono film che raccontano un luogo e altri che riescono a trasformarlo in un sogno: “Memorie di una geisha“ appartiene sicuramente alla seconda categoria. Uscito nel 2005 e diretto da Rob Marshall, il film porta sul grande schermo il romanzo omonimo di Arthur Golden e racconta la storia di Chiyo, una bambina che viene condotta a Kyoto e destinata a diventare una geisha con il nome di Sayuri.

Guardando il film è quasi impossibile non pensare di trovarsi nella Kyoto degli anni Trenta: strade strette, case da tè, lanterne, kimono, templi e giardini tradizionali. Ma c’è una curiosità che molti spettatori non conoscono: una parte consistente di quella Kyoto non è stata girata in Giappone. Per ricreare la città del periodo precedente alla Seconda guerra mondiale, la produzione costruì un enorme quartiere tradizionale in California. Più della metà del film venne girata negli Stati Uniti, mentre alcune delle scene più importanti furono realizzate proprio a Kyoto.

Ed è proprio qui che comincia il nostro viaggio.

Perché oggi possiamo ancora visitare alcuni dei luoghi reali che compaiono nel film.

Kyoto attraverso gli occhi di Chiyo

Prima di iniziare l’itinerario bisogna fare una distinzione importante: le location giapponesi di Memorie di una geisha non costituiscono un unico percorso continuo. Il montaggio cinematografico unisce infatti luoghi molto diversi tra loro per creare una Kyoto immaginaria e coerente.

La scena più famosa ne è l’esempio perfetto: la piccola Chiyo corre attraverso il tunnel di torii di Fushimi Inari e, attraverso il montaggio, raggiunge il tempio dove prega per poter diventare una geisha. Nella realtà, però, i due luoghi sono distanti tra loro. Questa è una delle cose più interessanti da scoprire seguendo le tracce del film.

1. Fushimi Inari Taisha: la corsa di Chiyo tra i torii

Se c’è una location di Memorie di una geisha che quasi tutti ricordano, è questa: il Fushimi Inari Taisha, il grande santuario shintoista dedicato a Inari e si trova nella parte meridionale di Kyoto. È famoso in tutto il mondo per le migliaia di torii vermigli che formano lunghi tunnel lungo il fianco della montagna.

Nel film, è proprio qui che la piccola Chiyo corre dopo aver incontrato il Presidente, l’uomo che le ha regalato un dolce e un fazzoletto contenente alcune monete. Per Chiyo quel piccolo gesto diventa un momento di speranza: la bambina corre attraverso i torii e raggiunge un luogo dal quale può vedere la città. La scena è diventata una delle immagini più riconoscibili del film.

La produzione utilizzò realmente il Fushimi Inari per queste riprese. Nel film, la scena trasmette una sensazione quasi fiabesca: il rosso dei torii, la corsa della bambina e la luce che filtra tra gli alberi. Nella realtà, il Fushimi Inari è molto più grande di quanto possa sembrare nel film. Il percorso dei torii prosegue infatti per diversi chilometri sul Monte Inari. Non è necessario percorrerlo tutto per riconoscere la location cinematografica: già nei primi tratti è possibile immergersi nell’atmosfera che ha reso celebre questo luogo.

Consiglio personale: se vuoi fotografare i torii con meno persone, arrivare molto presto al mattino è una delle strategie migliori. Il santuario è accessibile 24 ore su 24 e l’accesso al complesso è gratuito.

Stazione: Inari Station, JR Nara Line.

2. Yoshimine-dera: il luogo della preghiera di Chiyo

Dopo la corsa attraverso i torii, il film ci porta in un’altra location. Sembra che Chiyo abbia semplicemente continuato a correre fino a raggiungere il tempio. Ma non è così.

La scena successiva fu girata al Yoshimine-dera, un tempio buddista situato nella zona occidentale di Kyoto. È qui che Chiyo offre le monete ricevute dal Presidente e prega affinché il suo desiderio possa realizzarsi. Il luogo utilizzato nel film comprende il Sanmon, il grande portale d’ingresso, e il Kannon-do, la sala dedicata a Kannon.

Questa sequenza è particolarmente importante perché rappresenta un momento di svolta nella storia. Chiyo è ancora una bambina e non sa quale futuro la aspetti. Il suo desiderio di diventare una geisha nasce anche dal ricordo del Presidente.

Rispetto a Fushimi Inari e Kiyomizu-dera, Yoshimine-dera riceve molti meno visitatori internazionali. Questo lo rende particolarmente interessante per chi vuole seguire le location del film senza limitarsi ai luoghi più conosciuti di Kyoto. Il tempio si trova inoltre in una zona collinare e offre splendidi panorami sulla città. È una delle tappe che richiede più tempo rispetto alle altre location, il tempio si trova a ovest di Kyoto, nella zona di Nishikyō. È quindi meglio considerarlo come una tappa dedicata piuttosto che cercare di inserirlo velocemente tra le visite del centro.

3. Kiyomizu-dera: la Kyoto più iconica

Il Kiyomizu-dera è probabilmente uno dei templi più famosi di tutto il Giappone. Nel film viene utilizzato soprattutto attraverso alcune inquadrature che aiutano a costruire l’idea della Kyoto storica. La caratteristica pagoda e altri elementi del complesso compaiono come immagini di passaggio, contribuendo a segnare il cambiamento delle stagioni e il trascorrere del tempo nella storia.

È un dettaglio interessante perché dimostra quanto il cinema possa utilizzare un luogo reale non necessariamente come scenario principale di una scena, ma come strumento narrativo. Una pagoda, un tetto o una vista panoramica possono bastare per dire allo spettatore: Siamo a Kyoto.

Anche senza il legame con il film, Kiyomizu-dera merita una visita. La terrazza principale offre una delle viste più celebri della città e il complesso è particolarmente suggestivo durante la fioritura dei ciliegi e in autunno.

Indirizzo: 1-294 Kiyomizu, Higashiyama-ku, Kyoto.

4. Arashiyama: il bosco di bambù

Un’altra immagine indimenticabile del film è quella del bambù. La produzione utilizzò il Chikurin Bamboo Grove di Arashiyama, nella parte occidentale di Kyoto. Nel film, Sayuri attraversa questo paesaggio insieme al Presidente. Il contrasto tra il verde intenso del bambù e il kimono di Sayuri crea una delle immagini più eleganti dell’intera pellicola.

Qui bisogna fare una precisazione: chi arriva ad Arashiyama aspettandosi di trovare esattamente la scena del film potrebbe rimanere sorpreso. Il bosco di bambù è oggi una delle attrazioni più conosciute di Kyoto e può essere molto affollato. Per vivere un’esperienza più tranquilla, conviene arrivare molto presto. La luce mattutina che filtra tra gli steli di bambù crea un’atmosfera completamente diversa rispetto alle ore centrali della giornata. Se l’obiettivo è ricreare l’atmosfera cinematografica, l’alba è molto più interessante del mezzogiorno.

5. Heian-jingu: il finale della storia

Verso la fine del film arriviamo a un’altra location particolarmente suggestiva: si tratta del giardino Shin’en del santuario Heian-jingu. Qui troviamo il bellissimo ponte Taihei-kaku, che compare nelle scene finali della storia. È un luogo molto diverso dal Fushimi Inari. Non c’è più la corsa della piccola Chiyo. L’atmosfera è più calma, adulta e malinconica, perfettamente adatta alla fase finale della storia di Sayuri.

Il giardino è uno degli elementi più affascinanti del complesso di Heian-jingu: laghi, ponti, vegetazione e architettura tradizionale creano un paesaggio estremamente elegante. È anche uno dei luoghi che meglio rappresentano quella Kyoto raffinata che il film cerca di evocare.

6. Gion: il quartiere che tutti associano al film

Ed eccoci arrivati a uno dei punti più importanti. Quando pensiamo a Memorie di una geisha, pensiamo inevitabilmente a Gion.

È qui che la storia di Sayuri è ambientata, ma bisogna distinguere tra ambientazione narrativa e location cinematografica. Il vero Gion compare nel film solo brevemente; gran parte del quartiere che vediamo sullo schermo fu invece ricostruito in California. Questo è uno dei dettagli che più sorprende chi visita Kyoto dopo aver visto il film.

Quindi il Gion del film esiste davvero?

Sì e no. Il Gion reale esiste ed è ancora oggi uno dei quartieri storici più famosi di Kyoto, ma le strade, le case da tè e l’atmosfera che vediamo per gran parte del film sono una combinazione di: scenografie costruite in California, location reali di Kyoto e set cinematografici. È quindi meglio non cercare una singola strada di Gion pensando di poter ritrovare esattamente ogni scena.

La grande sorpresa: la Kyoto costruita in California

Questa è probabilmente la parte più curiosa della storia produttiva del film.

Per ricreare la Kyoto degli anni Trenta, la produzione costruì un enorme set presso Ventura Farms, a Thousand Oaks, in California. Il set comprendeva strade, vicoli, edifici e persino un corso d’acqua artificiale. Fu realizzato un vero e proprio quartiere che doveva ricordare un hanamachi, il quartiere tradizionalmente associato alle geisha.

Secondo le ricostruzioni della produzione, il set comprendeva circa 40 strutture e diversi isolati di strade e vicoli. Gli interni principali furono invece realizzati nei Sony Pictures Studios di Culver City. La decisione aveva una ragione pratica.

La Kyoto contemporanea era ormai troppo moderna per rappresentare fedelmente il periodo storico del film: automobili, pali della luce, infrastrutture moderne e traffico avrebbero reso molto difficile trasformare le strade della città nella Kyoto degli anni Trenta. Il risultato fu quindi una Kyoto cinematografica costruita quasi da zero.

Le location americane che sembrano Giappone

La California non fu utilizzata soltanto per il grande set di Ventura, la produzione sfruttò numerosi luoghi con caratteristiche architettoniche e paesaggistiche compatibili con l’estetica richiesta dal film.

Tra questi troviamo:

  • Japanese Tea Garden, Golden Gate Park, San Francisco;
  • Hakone Gardens, Saratoga;
  • Huntington Library, Art Museum and Botanical Gardens, San Marino;
  • Descanso Gardens, La Cañada Flintridge;
  • Yamashiro Restaurant, Hollywood;
  • Belasco Theatre, Los Angeles;
  • California State Railroad Museum, Sacramento.

Anche diverse scene ambientate in luoghi apparentemente giapponesi furono quindi realizzate negli Stati Uniti. Questo rende Memorie di una geisha un caso cinematografico particolarmente interessante: il Giappone che vediamo è il risultato della combinazione tra luoghi reali e una gigantesca ricostruzione scenografica.

Un itinerario sulle tracce di Memorie di una geisha

Se vuoi trasformare il film in un vero viaggio a Kyoto, non è necessario cercare di visitare ogni location nello stesso giorno. Anzi, sarebbe piuttosto complicato. Io dividerei il percorso in due zone.

  • 📍 Itinerario 1 – Kyoto est e centro

Mattina: Fushimi Inari Taisha, Kiyomizu-dera, Gion.

Pomeriggio: Heian-jingu, Giardino Shin’en.

Questa parte permette di combinare alcune delle location del film con alcuni dei luoghi storici più importanti di Kyoto.

  • 📍 Itinerario 2 – Kyoto ovest

Mattina: Arashiyama Bamboo Grove, Area di Arashiyama.

Pomeriggio: Yoshimine-dera. Questa seconda parte richiede più tempo e spostamenti; Yoshimine-dera, infatti, non è comodamente inseribile nel percorso classico di Arashiyama.

Nel film e nella realtà

Nel filmNella realtà
Chiyo corre tra i toriiFushimi Inari Taisha
Chiyo prega per il suo futuroYoshimine-dera
Kyoto storicaIn parte ricostruita in California
Bambù attraversato da SayuriArashiyama
Giardini della scena finaleHeian-jingu
GionQuartiere reale, ma gran parte del Gion cinematografico è un set

Memorie di una geisha: vale la pena seguire le location?

Se ami il film, assolutamente sì, ma il vero interesse di questo itinerario non consiste soltanto nel riconoscere una scena. Visitare Fushimi Inari, Yoshimine-dera, Kiyomizu-dera, Arashiyama e Heian-jingu significa attraversare alcuni dei paesaggi più suggestivi di Kyoto.

Il film diventa quindi una sorta di filo conduttore; si parte dalla piccola Chiyo che corre attraverso i torii di Fushimi Inari, si passa attraverso templi, giardini e boschi e si arriva alla Sayuri adulta, in una Kyoto completamente diversa da quella che aveva conosciuto da bambina.

È proprio questo, forse, l’aspetto più affascinante delle location cinematografiche: non ci permettono soltanto di vedere dove è stato girato un film, ma ci danno un nuovo modo di guardare un luogo reale.

Informazioni pratiche

  • Fushimi Inari Taisha

Zona: Fushimi
Accesso: JR Inari Station / Keihan Fushimi-Inari Station
Ingresso: gratuito
Orario: area del santuario accessibile 24 ore

  • Yoshimine-dera

Zona: Nishikyō
Tipo: tempio buddista
Accesso: richiede uno spostamento dedicato
Consiglio: controllare gli orari di apertura prima della visita

  • Kiyomizu-dera

Zona: Higashiyama
Accesso: autobus o passeggiata dalla zona di Gion
Consiglio: visitarlo presto per evitare le ore di maggiore affollamento

  • Arashiyama Bamboo Grove

Zona: Arashiyama
Accesso: JR Saga-Arashiyama / Randen
Ingresso: gratuito
Consiglio: arrivare molto presto

  • Heian-jingu

Zona: Okazaki
Accesso: autobus o metropolitana fino alla zona di Higashiyama
Consiglio: dedicare tempo anche al giardino Shin’en

La Kyoto di Sayuri esiste ancora?

In parte sì, ma forse non nel modo in cui ce la immaginiamo dopo aver visto il film. La Kyoto di Memorie di una geisha è una Kyoto cinematografica, costruita attraverso luoghi reali, scenografie, costumi, fotografia e montaggio. Eppure alcuni dei suoi luoghi più importanti sono ancora lì.

Puoi camminare tra i torii di Fushimi Inari. Puoi entrare nei giardini di Heian-jingu. Puoi attraversare il paesaggio di Arashiyama. Puoi salire verso Yoshimine-dera. E puoi passeggiare per il vero Gion, cercando di immaginare la città raccontata da Arthur Golden e trasformata in immagini da Rob Marshall.

Forse è proprio questo il bello di seguire le tracce di un film in Giappone.

La pellicola finisce. Il viaggio continua.

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