Stati Uniti D’America, 50 stati e libertà

Gli Stati Uniti d’America sono formati da 50 stati. A ovest, sulla costa occidentale (WEST COAST) troverete l’oceano Pacifico (Pacific Ocean), a est, sulla costa orientale (EAST COAST), c’è, ovviamente, l’oceano Atlantico (Atlantic ocean).

Gli Stati Uniti sono talmente vasti da contare diversi fusi orari. Sulla costa atlantica sarete 6 ore indietro rispetto all’Italia; sulla costa pacifica vige il PST (Pacific Standard Time) ovvero 9 ore indietro rispetto all’Italia. Il clima è differente in ogni luogo in cui vi recate. Diffidate dal clima californiano considerato “caldo”: il Pacifico è gelido, le ondate a volte arrivano sulla costa con una forza impressionante e c’è sempre il vento (freddo anche in estate…io andavo in spiaggia con la felpa).

La storia di un Paese nato dall’incontro di mondi

Prima dell’America: le civiltà native

Molto prima dell’arrivo degli europei, il continente nordamericano era abitato da centinaia di popolazioni indigene. Non erano un unico popolo, ma società diverse con lingue, tradizioni e modi di vivere differenti.

Tra le grandi culture troviamo:

  • i Pueblo del Sud-Ovest, conosciuti per le loro abitazioni costruite nella roccia;
  • le nazioni della regione dei Grandi Laghi;
  • gli Irochesi, che crearono una delle più importanti confederazioni politiche del continente.

La natura aveva un ruolo centrale: la terra non era vista solo come una risorsa da possedere, ma come qualcosa con cui vivere in equilibrio.

L’arrivo degli europei e la nascita delle colonie

Nel XVI e XVII secolo gli europei iniziarono a stabilirsi sulle coste americane. Gli inglesi fondarono colonie lungo la costa atlantica. Nel 1607 nacque Jamestown, in Virginia, uno dei primi insediamenti inglesi permanenti. Nel 1620 arrivarono i Padri Pellegrini a bordo della Mayflower, evento diventato simbolico nella storia americana. Le colonie crebbero grazie all’agricoltura, al commercio e all’arrivo continuo di nuovi abitanti. Ma questa crescita ebbe anche un lato oscuro:

  • la sottrazione delle terre ai popoli nativi;
  • il sistema della schiavitù africana, fondamentale per l’economia di molte colonie del Sud.

La nascita degli Stati Uniti: la Rivoluzione Americana

Nel XVIII secolo le colonie iniziarono a ribellarsi al controllo britannico. Il problema principale era il rapporto tra tasse e rappresentanza politica: i coloni sostenevano di non avere voce nelle decisioni prese dal governo britannico. Nel 1776 venne firmata la Dichiarazione d’Indipendenza, che proclamò la nascita degli Stati Uniti d’America.

La frase più famosa del documento affermava che: “tutti gli uomini sono creati uguali”.

Una frase rivoluzionaria per l’epoca, ma che mostrava anche una grande contraddizione: milioni di persone erano ancora escluse da quei diritti, tra cui gli schiavi africani e molte popolazioni native.

L’espansione verso Ovest: il mito della frontiera

Durante l’Ottocento gli Stati Uniti si espansero rapidamente verso Ovest. Nacque il famoso mito della Frontiera Americana: l’idea di un territorio infinito da esplorare e conquistare. È l’epoca dei:

  • pionieri;
  • cowboy;
  • ferrovie;
  • città nate nel deserto.

Ma questa espansione portò anche conflitti con i popoli nativi, guerre e spostamenti forzati. La storia del West americano è quindi fatta sia di avventura sia di profonde ingiustizie.

La Guerra Civile e la fine della schiavitù

Uno dei momenti più importanti della storia americana fu la Guerra Civile (1861-1865). Gli Stati del Nord e quelli del Sud si scontrarono soprattutto sulla questione della schiavitù. La vittoria del Nord portò all’abolizione della schiavitù e alla trasformazione del Paese. La figura simbolo di questo periodo è Abraham Lincoln, presidente durante la guerra e promotore dell’emancipazione degli schiavi.

L’America moderna: immigrazione e innovazione

Tra fine Ottocento e Novecento gli Stati Uniti divennero una delle principali destinazioni per milioni di immigrati. Italiani, irlandesi, tedeschi, ebrei europei, asiatici e persone provenienti da tutto il mondo arrivarono in cerca di nuove opportunità. Le grandi città cambiarono volto:

  • New York diventò simbolo del sogno americano;
  • Chicago divenne centro industriale;
  • Los Angeles la capitale del cinema.

Questa mescolanza di culture è una delle caratteristiche più importanti dell’identità americana.

Gli Stati Uniti nel mondo

Nel XX secolo gli Stati Uniti diventarono una delle maggiori potenze globali. Dopo la Seconda Guerra Mondiale ebbero un ruolo centrale nella politica internazionale, nella tecnologia e nella cultura. La musica americana (jazz, blues, rock), il cinema di Hollywood e la tecnologia hanno influenzato il mondo intero.

Una storia fatta di contrasti

La storia degli Stati Uniti è una storia di grandi ideali e grandi contraddizioni. È il Paese della libertà, dell’indipendenza, dell’innovazione, delle opportunità, della diversità culturale ma purtroppo è anche il paese della schiavitù, della discriminazione e della difficile relazione con i popoli originari. Forse proprio questa complessità rende gli Stati Uniti un luogo così interessante da conoscere: non sono solo un Paese, ma il risultato di secoli di incontri tra culture diverse.

Documenti e visti

I cittadini italiani non hanno bisogno del visto per recarsi negli Stati Uniti, ma solamente di un’autorizzazione di viaggio chiamata ESTA (electronic system for travel authorization). FATE L’ESTA PRIMA DI PRENOTARE perché il governo americano può anche non accettarlo e dovrete avere il tempo per recarvi in ambasciata e richiedere il visto vero e proprio. NON PARTITE SE NON AVETE L’ESTA.

Il sito ufficiale vi farà pagare il visto circa 14 dollari; Per comodità io uso sempre carte prepagate. Diffidate da tutti gli altri siti, quello ufficiale è quello del governo USA, mi raccomando! Una volta ottenuto il documento è valido 2 anni e potrete utilizzarlo tutte le volte che volete. Io ho usato il mio ultimo ESTA quando stava per scadere (mancava un mese e avrei dovuto rinnovarlo). Mi hanno fatto entrare anche se alla dogana mi hanno tempestato di domande chiedendomi addirittura se avevo famiglia negli States.

Con il vostro ESTA potete stare in territorio americano per 90 giorni. Dopodiché dovrete uscire dal paese e farvi mettere un nuovo timbro sul passaporto per fare si che sia rinnovato per altri 90 giorni. Il passaporto deve essere quello elettronico (ha le bande magnetiche) e deve avere almeno 6 mesi di validità. Siate molto attenti a questi particolari perché sono importanti, ne vale il vostro ingresso nel paese.

Dogana U.S. Border

La dogana degli Stati Uniti si chiama U.S. BORDER ed è un vero e proprio affollamento di gente; se avete voli in coincidenza calcolate i tempi giusti (NON MENO DI DUE ORE E MEZZA) perché potete rimanere in coda per i controlli anche per più di un’ora e rischiare di perdere il volo. Non portate roba da mangiare a meno che non sia sotto vuoto. Con il parmigiano reggiano sotto vuoto non ho avuto problemi, anche se me l’hanno tirato fuori dal bagaglio a mano…forse per mangiarselo? 😀

All’ingresso negli Stati Uniti vi prenderanno impronte digitali (le 4 dita e poi il pollice da solo) e vi faranno lo scanner della retina. Non preoccupatevi, tutto normale. Vi faranno anche qualche domanda di routine: Perché sei qui e quanto ti fermi? (Why are you here, how many days do you want to stay?). Quanti soldi hai con te?  Hai delle carte di credito? (How much money do you have? Do you have credit cards?) Dove vai? (Where are you going?) Hai il biglietto di ritorno? (Do you have a flight ticket to come back?) Hai famiglia qui? (Do you have a family here?). Cose molto semplici, le chiedono sempre, ci si fa l’abitudine.

Potrebbero richiedervi la copia dell’ESTA quindi stampatelo e portatelo con voi. Sull’aereo vi daranno un modulo d’ingresso per entrare nel paese. Va compilato con il numero del volo, le vostre generalità, l’indirizzo negli USA in cui alloggerete e dovrete dichiarare merci o se avete più di 10 mila €/$ in contanti. DICHIARATE TUTTO. Negli USA non scherzano su queste cose. Ovvio che se andate per vacanza non penso che abbiate con voi 10 mila dollari in contanti. (O sì?). Altra raccomandazione: non usate cellulari e macchine fotografiche all’interno della dogana: gli agenti potrebbero sgridarvi. Una volta messo il timbro sul passaporto e preso la valigia, potrete godervi gli Stati Uniti d’America. Per maggiori informazioni consultate sempre il sito del governo USA.

stati uniti map

Assicurazione sanitaria

Prima di partire per gli Stati Uniti è necessario fare un’assicurazione sanitaria per la durata del vostro soggiorno. Anzitutto smentiamo questa cosa che negli USA si muore per strada se non hai l’assicurazione: sono tutte cavolate. Il primo soccorso è garantito sempre e comunque, il problema è che potreste trovarvi di fronte a spese elevate da pagare in loco qualora abbiate un grave problema.

Per stare tranquilli è bene fare una polizza assicurativa che copra per intero la durata del viaggio. Io mi ero appoggiata all’ALLIANZ assicurazioni e all’AXA. Fortunatamente non mi sono mai servite. L’importo per coprire circa due settimane era ammontato sui 70 euro. Ma ce ne sono anche da molto meno. Su internet si trova di tutto: dipende dal viaggio che fate e dalla durata. Comunque state tranquilli che per strada non vi lascia morire nessuno.

Negozi e orari

Altra cosa che vorrei smentire è questa voce ormai diffusa delle aperture 24/24. NON E’ VERO!!! Non so cosa vi abbiano messo in testa ma i negozi non sono aperti 24 ore su 24. C’è una catena presente in tutti gli Stati Uniti ed è il Seven eleven (7/11), una sorta di catena autogrill sempre aperta dove potete trovare di tutto.  

A New York city potete trovare un’infinità di servizi sempre aperti ma è bene capire che New York city NON RAPPRESENTA GLI STATI UNITI. La città infatti ha preso il soprannome “la città che non dorme mai” ma appena uscite da Manhattan vi accorgerete che la vita è normale e che esistono degli orari di apertura e chiusura. I negozi in generale chiudono intorno alle ore 19. I ristoranti non chiudono molto tardi perché gli americani cenano molto presto (di base intorno alle 18.30). Mettetelo in conto perché se siete fuori dalle località turistiche, rischiate di andare a letto senza cena.

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