Hong Kong è una città davvero piena di contrasti; edifici antichi e vecchi palazzi affiancati a grattacieli moderni. Con l’articolo di oggi vi porterò a visitare Kowloon _quartiere importante per i suoi edifici storici come il tempio Wong Tai Sin e il monastero Chin Lin Nunnery_ e poi ci sposteremo nel quartiere centrale di Soho terminando il giro con una tappa a Quarry Bay.
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Wong Tai Sin Temple
Ero curiosa di visitare questo tempio, non tanto per la sua storia ma per la sua ricchezza di colori. Questo tempio accoglie numerosi fedeli buddisti e taoisti ed è dedicato al al monaco Wong Tai si. Con una superficie di 18.000 metri quadrati, il Wong Tai Sin è anche conosciuto come il tempio dei desideri. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla ricchezza di statue, colori e decorazioni ma la zona del tempio che mi è piaciuta di più è stata senza ombra di dubbio il giardino, addobbato con lanterne colorate, fontane e laghetti artificiali.
Il Wong Tai Sin Temple è uno dei luoghi più particolari e riconoscibili di Hong Kong, perché racchiude in uno stesso spazio religione, spiritualità popolare e vita quotidiana della città. Si trova nella zona di Hong Kong, precisamente nel quartiere di Kowloon, e appena si esce dalla metropolitana la sensazione è già molto chiara: grattacieli, traffico intenso e, improvvisamente, un complesso di templi dai colori rossi e dorati che sembra appartenere a un’altra epoca.
Il cuore del sito è il Wong Tai Sin Temple, dedicato alla figura di Wong Tai Sin, una divinità taoista molto venerata nella tradizione cinese, associata alla guarigione e soprattutto alla divinazione. Ed è proprio questo l’aspetto che rende il tempio famoso: qui non si viene solo per pregare, ma per “chiedere risposte”.
Le persone arrivano con domande molto concrete — lavoro, amore, famiglia, salute — e utilizzano un metodo tradizionale di divinazione chiamato kau cim. Si scuote un contenitore di bastoncini numerati fino a quando uno di essi cade, e poi si interpreta il messaggio corrispondente. Attorno a questa pratica si crea sempre una scena molto intensa: persone concentrate, silenziose, spesso emozionate, mentre cercano di dare un significato ai risultati. Ma il tempio non è solo spiritualità individuale. È anche uno spazio profondamente vivo.
Passeggiando tra i padiglioni si passa continuamente da un’atmosfera all’altra: da un lato c’è il silenzio delle sale dedicate alla preghiera, con l’incenso che sale lentamente verso il soffitto; poco più in là ci sono giardini curati nello stile classico cinese, con ponticelli, stagni e padiglioni rossi che si riflettono nell’acqua.
Il contrasto con la città fuori è fortissimo. Kowloon è una delle aree più dense e dinamiche di Hong Kong, ma appena si entra nel complesso tutto rallenta. Il rumore del traffico si attenua, sostituito dal suono delle campanelle e dal fruscio dell’incenso acceso. Un altro elemento che colpisce molto è la varietà di persone che lo visitano. Non è solo un luogo religioso per anziani o fedeli tradizionali: si vedono giovani, turisti, famiglie e anche persone in abiti da lavoro che passano durante la pausa pranzo. È un tempio profondamente integrato nella vita urbana.
Architettonicamente, il Wong Tai Sin Temple è molto scenografico. I tetti curvi decorati con draghi, i colori vivaci, le statue dorate e i dettagli ornamentali lo rendono uno dei luoghi più fotografati di Hong Kong, soprattutto nelle ore del mattino quando la luce è più morbida e l’incenso crea una leggera foschia nell’aria.
Eppure, nonostante sia molto visitato, mantiene una dimensione autentica. Non dà mai davvero la sensazione di essere un’attrazione turistica nel senso classico: è ancora un luogo dove le persone vanno per credere, chiedere, aspettare una risposta. Forse è proprio questo il motivo per cui il Wong Tai Sin Temple colpisce così tanto: perché dentro una delle città più moderne e verticali del mondo, riesce ancora a essere uno spazio dove il tempo non è scandito dagli orari, ma dalle domande delle persone.



Chin Lin Nunnery e Nan Lian Garden
Questo è un altro complesso storico che vi consiglio di visitare; situato a Diamond Hill (sempre nel quartiere di Kowloon) il Chin Lin Nunnery è un grande monastero buddista. Fu fondato nel 1934 come luogo di ritiro per monache buddiste; venne poi ricostruito nel 1998 seguendo lo stile architettonico della dinastia Tang. Appena si entra nel Chi Lin Nunnery, la prima cosa che colpisce è il silenzio. Non è solo assenza di rumore: è proprio un cambiamento di ritmo. Le strade trafficate di Kowloon spariscono completamente, sostituite da cortili ordinati, legno scuro, pietra e giardini perfettamente curati.
Il complesso è costruito secondo i principi dell’architettura della dinastia Tang, e questo significa che ogni elemento ha una funzione estetica e simbolica precisa. I padiglioni in legno sono assemblati senza chiodi moderni, utilizzando tecniche tradizionali di incastro, e i tetti curvi sono progettati per seguire proporzioni armoniche molto rigorose. Camminando tra i vari edifici si ha la sensazione di muoversi in uno spazio pensato per rallentare completamente il tempo. Non ci sono elementi superflui: solo legno, pietra, acqua e luce naturale.
All’interno vivono ancora delle monache buddiste, ma il luogo non è chiuso al pubblico. Anzi, è molto aperto, anche se mantiene sempre un’atmosfera di grande rispetto e quiete. Le persone parlano a bassa voce, si muovono lentamente e spesso si fermano nei cortili interni semplicemente a osservare.
Uno degli aspetti più affascinanti è il contrasto tra la struttura e la città. Da alcuni punti del complesso si possono vedere i grattacieli moderni di Hong Kong sullo sfondo, ma appena si sposta lo sguardo verso l’interno tutto torna completamente tradizionale. È come avere due epoche che convivono nello stesso spazio senza toccarsi davvero.
Il Chi Lin Nunnery è anche molto legato al concetto di armonia con la natura. Anche se è un complesso costruito dall’uomo, non cerca mai di dominare l’ambiente. L’acqua, le piante e le pietre sono integrate in modo equilibrato, creando una sensazione molto fluida, soprattutto nelle giornate piovose o con luce morbida. Quello che rende il Chi Lin Nunnery davvero speciale non è solo la bellezza architettonica, ma il modo in cui modifica il comportamento delle persone. Anche chi entra per curiosità tende spontaneamente a rallentare, a parlare meno, a osservare di più. È un effetto raro nelle grandi città.
Il Nan Lian Garden si trova immediatamente di fronte al Chin Lin Nunnery. Questo giardino, anch’esso ispirato allo stile della dinastia Tang (618-907) è una piccola oasi di pace in mezzo alla trafficatissima Hong Kong. All’interno del giardino si possono trovare anche piccoli negozi e sale da te. Il Nan Lian Garden è uno dei luoghi più sorprendenti di Hong Kong proprio perché ribalta completamente l’immagine che si ha della città: invece di grattacieli, traffico e neon, trovi un giardino classico cinese costruito con una precisione quasi “geometrica”, dove tutto sembra pensato per rallentare il tempo.
Il giardino è progettato nello stile dei giardini della dinastia Tang, quindi non nasce come spazio “naturale” in senso occidentale, ma come composizione armonica tra acqua, pietre, alberi e architettura. Tutto è estremamente curato: le rocce sono posizionate secondo criteri estetici precisi, i ponti hanno curvature studiate, i sentieri guidano lo sguardo in modo quasi teatrale. Una delle cose più interessanti è proprio questo contrasto tra la natura e il controllo umano. Nulla è lasciato al caso, ma allo stesso tempo il risultato finale sembra completamente naturale, come se il giardino fosse sempre esistito così.
Al centro c’è uno stagno con ninfee e piccoli ponti in legno rosso, circondato da padiglioni tradizionali con tetti dorati. Il legno, la pietra e l’acqua creano una palette molto semplice ma estremamente equilibrata, soprattutto nelle giornate nuvolose o dopo la pioggia, quando i colori diventano più morbidi.
Quello che colpisce davvero del Nan Lian Garden non è solo la bellezza estetica, ma il ritmo. Anche quando è visitato da turisti o residenti, non diventa mai caotico. Le persone camminano lentamente, si fermano spesso, parlano a bassa voce. È uno di quei luoghi dove il comportamento cambia spontaneamente. E questo lo rende quasi unico a Hong Kong: una città che corre, ma che qui sembra dimenticare per un momento la sua velocità.
Il giardino è anche molto fotogenico, soprattutto nelle ore del mattino o nel tardo pomeriggio, quando la luce attraversa i padiglioni e si riflette sull’acqua dello stagno. Ma più che un luogo da fotografare, è uno di quei posti che funzionano meglio quando li si attraversa senza fretta, lasciando che il percorso detti il ritmo.
In poche parole, il Nan Lian Garden è una parentesi di ordine e silenzio dentro una delle città più dense del mondo. E proprio per questo resta così impresso: perché non assomiglia a Hong Kong, ma allo stesso tempo ne racconta un lato molto profondo.



SoHo, Pottinger Street, Central-mid-level escalator
Ritornando verso la zona centrale della città si può approfittare di una visita al Central Market, il mercato al chiuso dove si può trovare di tutto, dal cibo all’abbigliamento. Ma la via che secondo e merita più attenzione è Pottinger Street, una stretta via pedonale piena di bancarelle dove si possono acquistare anche dei souvenir. Si trova nel cuore di Central, e appena ci arrivi hai subito una sensazione molto chiara: non è una strada normale, ma una sorta di “corridoio storico” che collega due Hong Kong diverse, quella moderna dei grattacieli e quella più antica fatta di mercati e vita di strada.
La Pottinger Street è famosa soprattutto per i suoi gradini in pietra, che la rendono immediatamente riconoscibile. Non è una strada liscia: è una scalinata irregolare, costruita proprio così per adattarsi al terreno collinare su cui è sorta la città. Camminandoci sopra si sente subito questo dettaglio sotto i piedi. È una sensazione un po’ strana in una città così moderna: sei circondato da grattacieli altissimi, ma stai camminando su una strada che sembra appartenere a un’altra epoca.
Una delle cose più belle è il contrasto continuo. Da un lato ci sono uffici, boutique moderne e caffè minimalisti; dall’altro, appena scendi qualche gradino, entri in una zona dove tutto diventa più caotico e “vissuto”, con bancarelle, venditori di oggetti, tessuti, decorazioni e articoli tradizionali. Non a caso viene spesso chiamata anche “Stone Slabs Street”, perché proprio i gradini in pietra sono l’elemento che la rende unica. Sono stati pensati non solo come collegamento, ma anche come parte della vita quotidiana del quartiere.
La strada è molto breve, ma il modo in cui è strutturata la rende quasi cinematografica. Le insegne pendono sopra i gradini, la luce rimbalza tra i palazzi alti e le persone salgono e scendono continuamente, creando un movimento costante. È anche un luogo molto fotogenico, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando la luce si riflette sui gradini e sulle facciate degli edifici. Ma più che per le foto, funziona per il ritmo: è una strada che si attraversa lentamente, quasi senza accorgersene.
Pottinger Street è anche un buon esempio di come Hong Kong funzioni per strati. Sopra c’è la città verticale, veloce e moderna; sotto, nei dettagli come questa strada, rimane ancora la memoria della vecchia Hong Kong commerciale e popolare. Non molto lontano si trova la Central-Mid-level escalator, una grande scala mobile all’aperto che collega i due livelli della città. Personalmente a me non è piaciuta molto, preferisco camminare tra le bancarelle che stare in piedi su una scala mobile. La sua particolarità è che sembra sia la scala mobile più lunga al mondo, ecco perché è così tanto visitata. Il quartiere di SoHo si trova poco distante; questa zona della città è molto conosciuta per la sua multiculturalità, le sue strette vie e i suoi numerosi locali.



Quarry Bay e Monster Building
Il Quartiere di Quarry Bay si trova proprio dalla parte opposta di Central Hong Kong; per arrivarci bisogna prendere la metropolitana linea blu. Rispetto a tutti gli altri quartieri che ho visitato ad Hong Kong, ho trovato Quarry Bay davvero sporco e mal curato; non ho mai avuto sensazione di insicurezza ma comunque avevo un pò di timore per la sporcizia che ho visto: mercati con carne appesa fuori all’aperto (con caldo e umidità alle stelle), pesce con tutte le mosche attorno, spezie nei cestini alla mercè di tutti…insomma, non proprio una grande igiene (ed io non sono schizzinosa, sia chiaro).
Comunque sono venuta fino a Quarry Bay per fotografare il famoso Monster Building, il palazzo (davvero orribile) in cui vivono stipate le persone. Hong Kong è una metropoli conosciuta anche per l’elevato costo degli affitti. Non oso immaginare quanto possano costare se le persone si accontentano di vivere in un posto del genere.



Bene, per oggi è tutto. Buona giornata e al prossimo viaggio!
Non mi ricordo più come si chiamano tutte le meraviglie di Hongkong, ma mi ricordo le mie amozioni che questa città a provocato in me! Benissimo e tante grazie 🌺
Grazie Martina per essere passata da qui e per aver commentato. Hong Kong a me è piaciuta molto anche se non ho avuto moltissimo tempo per visitarla tutta; mi sono fermata solo in transito prima di tornare in Italia. In tre giorni ho visto moltissimo e mi ha trasmesso una forte voglia di avventura!