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Quando si pensa a Nikko, la prima immagine che viene in mente è spesso quella del magnifico Tōshō-gū, con i suoi colori, le sue decorazioni e i suoi celebri dettagli scolpiti nel legno. Ma prima ancora che Nikko diventasse uno dei luoghi più importanti della storia dei Tokugawa, queste montagne erano considerate un luogo sacro.
Tra boschi, sentieri e montagne avvolte dalla nebbia, monaci e pellegrini arrivavano qui alla ricerca di un contatto con il mondo spirituale.
È proprio in questo contesto che nasce il Rinnō-ji, uno dei templi buddhisti più importanti di Nikko. La sua storia è strettamente legata alla natura e alle tre montagne sacre della zona. Ed è forse proprio questo il modo migliore per comprendere il fascino di questo luogo: a Nikko, per secoli, la montagna non è stata semplicemente un paesaggio, ma una manifestazione del sacro.
Le origini del Rinnō-ji e il monaco Shōdō Shōnin
La storia del Rinnō-ji inizia nell’VIII secolo. Secondo la tradizione, nel 766 il monaco buddhista Shōdō Shōnin raggiunse la regione di Nikko e fondò un primo luogo di culto ai piedi delle montagne.
Shōdō era un monaco particolarmente legato alla natura e alla pratica spirituale sulle montagne. Nikko, con le sue foreste profonde, i suoi fiumi e le sue cime, rappresentava per lui un luogo ideale per la meditazione e l’ascesi. La tradizione racconta anche delle sue difficoltà nel tentativo di raggiungere la cima del Monte Nantai. Il suo arrivo segnò l’inizio di una lunga storia religiosa che avrebbe trasformato Nikko in uno dei più importanti centri spirituali del Giappone.
Nel corso dei secoli il complesso religioso crebbe, comprendendo numerosi templi, santuari ed edifici immersi nella foresta. Quello che oggi chiamiamo Rinnō-ji è quindi il risultato di una storia molto più ampia, iniziata più di mille anni fa.
Quando buddhismo e shintoismo vivevano insieme
Uno degli aspetti più interessanti della storia di Nikko è che per secoli buddhismo e shintoismo non furono considerati realtà completamente separate. Prima del periodo Meiji, infatti, era comune che elementi buddhisti e shintoisti convivessero nello stesso complesso religioso. A Nikko questa integrazione raggiunse una particolare importanza.
Le montagne erano considerate sacre e venivano associate sia alle divinità della tradizione shintoista sia alle figure del buddhismo. Per questo motivo il paesaggio di Nikko non può essere separato dalla sua storia religiosa. Nel 1871, durante il periodo Meiji, venne introdotta la separazione ufficiale tra buddhismo e shintoismo.
Il grande complesso religioso di Nikko venne così suddiviso nelle istituzioni che conosciamo oggi:
- Rinnō-ji, tempio buddhista;
- Tōshō-gū, santuario shintoista dedicato a Tokugawa Ieyasu;
- Futarasan-jinja, santuario shintoista legato alle montagne sacre di Nikko.
Visitandoli oggi uno dopo l’altro è quindi possibile percepire ancora le tracce di quella lunga convivenza religiosa.
Sanbutsudō: la Sala dei Tre Buddha
Il cuore del Rinnō-ji è il Sanbutsudō, la “Sala dei Tre Buddha”: è uno degli edifici più importanti del complesso e custodisce tre grandi statue lignee ricoperte d’oro. Le tre figure rappresentano: Senju Kannon, il Kannon dalle mille braccia, Amida Nyorai, il Buddha della Luce e della Vita Infinita e Batō Kannon, il Kannon dalla testa di cavallo. Le statue sono imponenti e raggiungono circa otto metri di altezza.
Prima di trovarsi nella posizione attuale, il Sanbutsudō ( costruito nel 1645) sorgeva nell’area dell’attuale Futarasan-jinja. Il suo trasferimento nel 1881 fu una conseguenza della separazione tra buddhismo e shintoismo voluta dal governo Meiji. L’edificio che oggi ammiriamo è quindi un vero testimone della complessa storia religiosa di Nikko: nato come parte di un unico paesaggio sacro, fu spostato da un’area all’altra quando quel mondo di convivenza tra kami e Buddha venne ufficialmente separato.
Ma ciò che rende particolarmente interessante il Sanbutsudō è il loro legame con le montagne di Nikko. Le tre figure vengono infatti associate alle tre montagne sacre:
- Senju Kannon → Monte Nantai
- Amida Nyorai → Monte Nyoho
- Batō Kannon → Monte Taro
Ed è qui che il paesaggio di Nikko assume un significato completamente diverso. Quelle montagne che osserviamo durante una passeggiata non sono semplicemente parte dello scenario: nella tradizione religiosa di Nikko sono strettamente collegate alle figure divine custodite nel tempio. È una concezione del paesaggio profondamente diversa da quella occidentale.
La natura non è soltanto qualcosa da osservare: è parte del sacro.
Il giardino Shōyō-en
Uscendo dal Sanbutsudō, vale la pena dedicare un po’ di tempo al giardino Shōyō-en, un elegante giardino giapponese caratterizzato da uno stagno, rocce, alberi e piccoli elementi architettonici disposti secondo i principi della tradizione paesaggistica giapponese. Il giardino è particolarmente suggestivo durante l’autunno.
Gli aceri cambiano colore e le loro foglie rosse e arancioni si riflettono sulla superficie dell’acqua, creando uno scenario quasi dipinto.
Ma anche nelle altre stagioni lo Shōyō-en conserva un’atmosfera particolare. In primavera prevalgono le tonalità delicate della vegetazione; in estate il verde diventa intenso; in inverno il paesaggio assume invece un carattere più essenziale e silenzioso.
È uno di quei luoghi nei quali vale la pena rallentare. Non c’è bisogno di cercare continuamente qualcosa da fotografare, a volte è sufficiente sedersi e osservare.
Il Rinnō-ji e la famiglia Tokugawa
La storia del Rinnō-ji è legata anche a una delle famiglie più importanti della storia giapponese: i Tokugawa. Durante il periodo Edo, Nikko acquistò un’importanza ancora maggiore grazie al sostegno dello shogunato. Un ruolo fondamentale fu svolto dal monaco Tenkai, che collaborò con lo shogun Tokugawa Ieyasu e contribuì allo sviluppo religioso di Nikko.
Dopo la morte di Ieyasu, Nikko divenne il luogo del suo grande mausoleo, il Tōshō-gū. Anche il suo successore, Tokugawa Iemitsu, ebbe un ruolo importante nella storia di Nikko: a lui è dedicato il Taiyū-in, il mausoleo situato all’interno del complesso del Rinnō-ji.
Il Taiyū-in è meno famoso del Tōshō-gū, ma proprio per questo può offrire un’esperienza più tranquilla. Il percorso conduce attraverso porte monumentali, lanterne di pietra e boschi di cedri, fino al mausoleo. La sua posizione immersa nella vegetazione crea un contrasto affascinante tra la magnificenza dell’architettura e la quiete della natura.
Il fuoco sacro del Daigomadō
Un’altra parte interessante del Rinnō-ji è il Daigomadō, legato alla pratica del Goma. Si tratta di un rituale buddhista nel quale viene utilizzato il fuoco sacro. Il fuoco assume un valore simbolico: attraverso il rituale vengono offerte preghiere e richieste di protezione.
È un dettaglio importante perché ci ricorda che il Rinnō-ji non è soltanto un monumento storico. È ancora oggi un luogo di culto attivo. Dietro le strutture che ammiriamo durante la visita esiste quindi una vita religiosa che continua da secoli.
Il Rinnō-ji e il Patrimonio UNESCO
Nel 1999, i monumenti religiosi di Nikko sono stati inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il sito comprende 103 edifici e strutture appartenenti principalmente al Rinnō-ji, al Tōshō-gū e al Futarasan-jinja, insieme all’ambiente naturale che li circonda. Questo riconoscimento internazionale non riguarda quindi solamente singoli edifici. Riguarda un insieme nel quale architettura, religione, storia e natura sono inseparabili ed è proprio questo che rende Nikko così particolare.
Perché visitare il Rinnō-ji
Il Rinnō-ji viene spesso visitato insieme al Tōshō-gū e al Futarasan-jinja, ma sarebbe un peccato considerarlo semplicemente una tappa intermedia del percorso. Il tempio racconta infatti una parte molto più antica della storia di Nikko. Qui possiamo seguire un filo che parte dall’arrivo di Shōdō Shōnin nell’VIII secolo, passa attraverso la spiritualità delle montagne, attraversa la storia dello shogunato Tokugawa e arriva fino al Giappone contemporaneo.
E soprattutto possiamo comprendere un’idea fondamentale della cultura religiosa giapponese: la natura può essere un luogo del sacro. Le montagne di Nikko, gli alberi secolari, i templi e i santuari non sono elementi separati. Fanno parte di un unico paesaggio spirituale.
Un luogo da vedere lentamente
Se avete programmato una giornata a Nikko, il consiglio è di non limitarsi alla visita dei monumenti più famosi. Entrate nel Rinnō-ji, osservate il Sanbutsudō, dedicate qualche minuto allo Shōyō-en e, se avete tempo, proseguite verso il Taiyū-in. Lasciatevi alle spalle per un momento la frenesia delle fotografie e dei percorsi turistici. Ascoltate il silenzio del bosco.
Perché forse è proprio qui che si comprende il vero significato di Nikko. Non soltanto una città di templi e santuari, ma un luogo in cui per più di mille anni la spiritualità ha incontrato la natura. E in questo incontro nasce una delle atmosfere più affascinanti del Giappone.


